Quanti giorni di malattia può dare il medico di base

Quanti giorni di malattia può dare il medico di base
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Quando non si sta bene ed è necessario assentarsi dal lavoro bisogna informare il proprio medico di base. Ma quanti giorni di malattia può dare il medico? E su cosa si basa la sua decisione? Scopriamolo! 

Ti chiedi quanti giorni di malattia può dare il medico di base? Il lavoratore quando si ammala deve informare l’azienda in modo tempestivo, in quanto obbligato dai contratti collettivi del lavoro e dai regolamenti aziendali. 

La comunicazione all’azienda dell’assenza per malattia è necessaria al fine di giustificare la propria non presenza sul luogo di lavoro. 

Infatti, un’assenza ingiustificata sul lavoro può portare a dei provvedimenti di tipo disciplinare. In alcuni casi, se ci si assenta per tre giorni di seguito è possibile che si venga licenziati in tronco. 

Per dimostrare che l’assenza è giustificata a causa di una malattia è necessario, dunque, contattare il proprio medico di base per avere un certificato che segnali i giorni necessari per la guarigione. 

Quanti giorni di malattia può dare il medico di base? 

Se invece ti chiedi come convincere il proprio medico a farsi dare più giorni di malattia, sappi che non potrai farlo solo per tua volontà di stare a casa, ma dovrai avere dei giustificati motivi.

Il certificato medico che viene emesso infatti, riporta la diagnosi e la prognosi, ossia i giorni che secondo il professionista, sono necessari per guarire e rientrare al lavoro senza problemi. 

Il numero di giorni dipende dal tipo di malattia che si ha e anche dalla tipologia di lavoro svolto. 

Ad esempio, se si fa un lavoro manuale e ci si rompe una gamba, il certificato medico copre tutto il periodo in cui si porta il gesso, fino a quando non lo si toglie e non si è in grado di camminare e svolgere la propria mansione. 

Se si va in ospedale a seguito di un incidente, i giorni di malattia verranno prima calcolati in base alla prognosi ospedaliera e successivamente il medico di base farà una visita al paziente per prolungare la degenza a casa oppure per certificare la possibilità di rientro a lavoro. 

Se sei curioso di come farsi dare 10 giorni di malattia, tali tempistiche vengono date dal medico solo nel caso in cui sussista una patologia infettiva o meno, che richiede che il paziente lavoratore, si assenti dal lavoro per questo periodo al fine di ripristinare al meglio la propria salute fisica. 

Quanti giorni di malattia può dare il medico di base per influenza? 

In caso di influenza, il medico di base da in genere da un massimo di 7 giorni di malattia. Il numero dei giorni però dipende da vari fattori:

  • Tipo di influenza contratta;
  • Se è virale o dovuta ad altre problematiche;
  • Se necessita di una cura antibiotica o meno e così via. 

Dopo le giuste valutazioni il medico decide quanti giorni di malattia sono necessari a guarire dall’influenza e rientrare al lavoro. Nel caso in cui, dopo i giorni trascorsi, si sia ancora malati, allora sarà possibile chiedere al proprio medico un prolungamento della malattia. 

Come viene segnalata la malattia al datore di lavoro?

Una volta che il medico ha visitato il lavoratore e ha verificato quanti sono i giorni di malattia in cui deve assentarsi prima di tornare al suo impiego, deve redigere un certificato che verrà trasmesso all’Inps e al datore di lavoro. 

Dato che il certificato medico viene redatto e inviato in via telematica non bisognerà consegnare nulla in cartaceo al proprio datore di lavoro. 

L’unico consiglio è di avvisare il datore di lavoro della malattia e di fornire loro il numero di protocollo del certificato per velocizzare la visione del documento da parte dell’azienda e ottenere il giusto indennizzo per i giorni d’assenza.

2 pensieri riguardo “Quanti giorni di malattia può dare il medico di base”

  1. Una domanda, il medico, fa una prognosi, cioè una previsione di guarigione ,diciamo, per facilitare il ragionamento, di 5 gg . Dopo due giorni, il paziente si sente bene e torna al lavoro. A questo punto come si deve comportare l’azienda? Può reintegrarlo o deve mandarlo a casa punendo così un atteggiamento virtuoso?
    Grazie
    Saluti.
    Piero Laganà

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