Come denunciare il mobbing

In questo articolo, esploreremo in dettaglio come denunciare il mobbing, analizzando i comportamenti tipici e fornendo informazioni cruciali su come difendersi e sugli indennizzi previsti dalla legge.

Nell’ambiente lavorativo, possono sorgere situazioni in cui un individuo subisce molestie che incidono negativamente sulla sua salute fisica e mentale. È fondamentale affrontare queste situazioni con gli strumenti giuridici adeguati. La denuncia per mobbing rappresenta un passo essenziale: si tratta di un’azione legale che permette alla vittima di chiedere giustizia e risarcimento. Per come denunciare per mobbing, è importante raccogliere prove concrete delle azioni subite e consultare un avvocato specializzato.

Abbiamo già affrontato e spiegato in questo articolo cos’è il mobbing e come funziona, una fonte da leggere se vogliamo capire con estrema chiarezza se iamo o meno vittime di mobbing.

La denuncia di mobbing sul lavoro deve essere supportata da documentazione dettagliata delle molestie, come email, testimonianze e registrazioni, per costruire un caso solido. Attraverso la querela e l’eventuale azione legale, è possibile ottenere un risarcimento per il danno subito e ristabilire un ambiente di lavoro sano e rispettoso.

Il lavoratore che ha subito mobbing può effettivamente avviare una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti. Inoltre, se il reddito del lavoratore rientra in una determinata fascia, può beneficiare del patrocinio a spese dello Stato, ottenendo così assistenza legale gratuita.

Come denunciare un mobbing sul lavoro

Per intraprendere una denuncia di mobbing, è cruciale raccogliere prove concrete. È essenziale annotare ogni episodio di vessazione, specificando date, testimoni, documenti, e-mail e appunti. Ogni comunicazione con superiori o colleghi dovrebbe essere effettuata per iscritto o inviata tramite raccomandata A.R., una sorta di interrogazione scritta che potrebbe non ricevere risposta. È importante documentare il proprio stato di salute e disagio, attraverso prescrizioni e certificati medici, oltre ad adottare altri accorgimenti per essere preparati al momento dell’azione legale.

Nella causa di risarcimento danni da mobbing, l’onere della prova ricade sul dipendente. Pertanto, è fondamentale assicurarsi di disporre di tutte le prove necessarie a supportare la causa.

Il lavoratore può cercare supporto morale presso associazioni di categoria o sindacati, rivolgersi alle forze dell’ordine, o avviare un’azione legale contro i responsabili del mobbing. Questo può includere l’invio preliminare di una lettera di diffida o la presentazione di una denuncia/querela alla Procura della Repubblica, entro tre mesi dall’ultimo atto ritenuto illecito.

La difesa può proseguire con la richiesta di risarcimento del danno, sia sotto il profilo del “danno emergente” (ad esempio, spese mediche e farmaceutiche per curare le lesioni fisiche e psicologiche) sia del “lucro cessante” (mancati guadagni dovuti all’assegnazione a mansioni inadeguate o alla preclusione di opportunità professionali).

Dal punto di vista non patrimoniale, la vittima di mobbing può richiedere il risarcimento per i diritti lesi dai comportamenti illeciti, come il “danno biologico”, “danno morale”, “danno esistenziale” e “danno alla vita di relazione”.

Come denunciare il mobbing all’Inail?

Per denunciare il mobbing all’INAIL, è importante seguire alcuni passaggi specifici:

  1. Raccolta delle Prove: Prima di procedere con la denuncia, è fondamentale raccogliere tutte le prove che attestano la situazione di mobbing. Questo include documentazione di episodi specifici, testimonianze, comunicazioni via e-mail, appunti, e qualsiasi altro elemento che possa dimostrare la condotta mobbizzante sul posto di lavoro.
  2. Certificazione Medica: È essenziale ottenere una certificazione medica che attesti le condizioni di salute fisica e psicologica compromesse a causa del mobbing. Questo può includere diagnosi di stress, ansia, depressione o altri disturbi correlati.
  3. Consultazione Legale: Prima di procedere, può essere utile consultare un avvocato specializzato in diritto del lavoro o in infortuni sul lavoro. Un legale può fornire una guida dettagliata sulle procedure e aiutare a preparare la documentazione necessaria.
  4. Denuncia all’INAIL: La denuncia all’INAIL può essere effettuata tramite il datore di lavoro o direttamente dal lavoratore. È importante compilare correttamente tutti i moduli richiesti, allegando la documentazione raccolta e la certificazione medica.
  5. Seguire la Procedura INAIL: Dopo la presentazione della denuncia, l’INAIL valuterà il caso. Potrebbero essere necessarie ulteriori informazioni o indagini per stabilire il nesso causale tra il mobbing e le condizioni di salute del lavoratore.
  6. Richiesta di Indennizzo: Se l’INAIL riconosce il caso come infortunio sul lavoro o malattia professionale causata da mobbing, il lavoratore potrebbe avere diritto a un indennizzo. Questo può includere il risarcimento per spese mediche, perdita di guadagni e danni non patrimoniali.

È importante ricordare che ogni caso è unico e le procedure possono variare a seconda delle circostanze specifiche e della legislazione locale. Pertanto, è consigliabile cercare assistenza legale per assicurarsi di seguire correttamente tutti i passaggi necessari.

L’indennizzo Inail per casi di mobbing

L’indennizzo INAIL per i danni psicofisici causati dal mobbing è stato oggetto di una significativa sentenza della Cassazione, la n. 8948/2020. Questa sentenza ha stabilito che i danni derivanti dal mobbing sono considerati una tecnopatia, ovvero una malattia professionale, e pertanto devono essere indennizzati dall’INAIL allo stesso modo delle altre malattie professionali. Questo vale anche se il mobbing non è specificatamente menzionato nelle tabelle delle malattie dell’INAIL o tra i rischi tabellati.

La sentenza ha chiarito che: “nell’ambito del sistema del TU, sono indennizzabili tutte le malattie di natura fisica o psichica la cui origine sia riconducibile al rischio del lavoro, sia che riguardi la lavorazione, sia che riguardi l’organizzazione del lavoro e le modalità della sua esplicazione comprese quindi quelle cagionate da condotte mobbizzanti, in quanto ogni forma di tecnopatia che possa ritenersi conseguenza di attività lavorativa risulta assicurata all’INAIL, anche se non è compresa tra le malattie tabellate o tra i rischi tabellati, dovendo in tale caso il lavoratore dimostrare soltanto il nesso di causa tra la lavorazione patogena e la malattia”.

Che cosa indennizza l’INAIL per il Mobbing? L’INAIL interviene in casi di infortunio e malattia professionale, limitando il suo ambito di operatività alla lesione biologica e alle diminuite capacità di lavoro, con una franchigia fino al 6%. Negli ultimi anni, l’INAIL ha sviluppato strumenti di tutela contro il mobbing, inclusa la creazione di un Comitato paritetico dedicato al fenomeno, offrendo così una protezione che è anche di carattere preventivo.

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