INPS ha avviato le elaborazioni della NASpI di febbraio, riferita al mese di gennaio. Prime date visibili nel fascicolo previdenziale. Pagamenti previsti dal 6-9 febbraio, ma solo per chi ha comunicato il reddito presunto 2026. Ecco tutto quello che serve sapere.
Le lavorazioni della NASpI di febbraio 2026 sono ufficialmente partite. La data del 1° febbraio compare già nei fascicoli previdenziali di migliaia di beneficiari, segnale che l’INPS ha dato il via all’elaborazione delle indennità di disoccupazione relative al mese di gennaio. Un passaggio cruciale che apre la strada ai pagamenti effettivi, attesi per i prossimi giorni. Ma attenzione: non tutti vedranno arrivare l’accredito sul proprio conto corrente.
INPS avvia le elaborazioni: la data del 1° febbraio nei fascicoli
Domenica 1° febbraio 2026 segna l’avvio ufficiale delle lavorazioni NASpI per il mese corrente. La conferma arriva direttamente dai fascicoli previdenziali consultabili sul sito INPS, dove numerosi percettori hanno già visualizzato questa data nella sezione dedicata ai pagamenti. Come da prassi consolidata, l’indennità di disoccupazione NASpI viene erogata il mese successivo a quello di competenza: il pagamento di febbraio si riferisce quindi alle giornate lavorate (o meglio, non lavorate) di gennaio 2026.
L’avvio delle lavorazioni rappresenta il primo step del processo che porta all’emissione dei bonifici. Una volta completata l’elaborazione da parte delle strutture territoriali INPS, l’importo viene messo in pagamento e accreditato sugli IBAN comunicati dai beneficiari in fase di domanda.
Quando arrivano i pagamenti NASpI di febbraio 2026
Con le lavorazioni già in corso dal 1° febbraio, i primi pagamenti NASpI potrebbero arrivare già da venerdì 6 febbraio 2026. Per chi non rientra nei primissimi flussi di erogazione, l’accredito potrebbe slittare a lunedì 9 febbraio, per poi proseguire durante tutta la settimana successiva fino a metà mese.
Le tempistiche possono variare da beneficiario a beneficiario in base a diversi fattori: situazione individuale, completezza della documentazione, zona di residenza. Un elemento spesso sottovalutato riguarda infatti la gestione territoriale dei pagamenti. A differenza di quanto si possa pensare, non è la sede centrale di Roma a erogare la NASpI, ma le singole strutture INPS distribuite sul territorio nazionale. Questo meccanismo può comportare differenze anche significative nelle date di accredito da provincia a provincia, con alcune sedi più rapide di altre nell’elaborazione delle pratiche.
Chi riceverà il pagamento e chi rischia il blocco
Ecco il punto cruciale: non tutti i percettori di NASpI riceveranno il pagamento di febbraio. L’accredito sarà erogato esclusivamente a chi ha adempiuto a un obbligo specifico: la comunicazione del reddito presunto per il 2026.
Questa comunicazione è un passaggio obbligatorio per continuare a ricevere correttamente l’indennità di disoccupazione. Va presentata anche da chi prevede di non avere alcun reddito durante l’anno, quindi anche se si stima un reddito pari a zero euro. L’INPS necessita di questa informazione per calcolare correttamente l’importo spettante ed evitare situazioni di incompatibilità con eventuali attività lavorative avviate nel frattempo.
In assenza della comunicazione del reddito presunto, il pagamento viene automaticamente sospeso o bloccato. L’INPS procederà allo sblocco solo dopo che il beneficiario avrà regolarizzato la propria posizione, inviando i dati richiesti attraverso il portale online. Il ritardo nell’adempimento non comporta la perdita dell’indennità, ma solo uno slittamento temporale dell’accredito, che verrà comunque erogato con gli eventuali arretrati una volta completata la procedura.
Riduzione automatica dopo sei mesi di NASpI
Un’altra informazione importante da tenere a mente: la NASpI non mantiene lo stesso importo per tutta la sua durata. Dopo i primi sei mesi di fruizione, l’indennità viene ridotta automaticamente del 3% ogni mese. Questa decurtazione progressiva è prevista dalla normativa vigente con l’obiettivo di incentivare la ricerca attiva di una nuova occupazione.
Chi percepisce la NASpI da più di sei mesi deve quindi aspettarsi un importo inferiore rispetto ai mesi iniziali. Il massimale mensile NASpI per il 2026, aggiornato in base all’indice ISTAT, si attesta intorno ai 1.550 euro lordi, ma l’importo effettivo varia in base alla retribuzione percepita nei 4 anni precedenti la disoccupazione.
Cosa fare ora: i controlli da effettuare subito
In questa fase, chi percepisce la NASpI dovrebbe effettuare alcune verifiche fondamentali per assicurarsi di ricevere regolarmente il pagamento:
Controllare il fascicolo previdenziale sul sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni e Pagamenti” è possibile verificare la presenza della data di lavorazione del 1° febbraio e l’eventuale data di pagamento programmata, che dovrebbe comparire a breve.
Verificare di aver inviato la comunicazione del reddito presunto 2026. Chi non l’ha ancora fatto deve provvedere immediatamente per evitare la sospensione del pagamento. La procedura si effettua online attraverso il servizio dedicato sul portale INPS.
Assicurarsi che l’IBAN comunicato sia corretto e attivo. Un conto corrente chiuso o bloccato può impedire l’accredito dell’indennità, generando ritardi nella riscossione.
Chi ha già completato tutti questi passaggi non deve fare altro che attendere l’accredito, che potrebbe arrivare anche nel corso del weekend o all’inizio della prossima settimana. Per i beneficiari in regola con tutti gli adempimenti, il pagamento NASpI di febbraio è ormai questione di pochi giorni.
Per tutte le prestazioni INPS, il consiglio è sempre lo stesso: consultare regolarmente il proprio fascicolo previdenziale online per verificare date, importi e l’eventuale necessità di integrare documentazione. La trasparenza e l’aggiornamento costante delle informazioni disponibili sul portale permettono di gestire al meglio le proprie finanze ed evitare sorprese sgradevoli.