Il Bonus Mamme 2026 è confermato e porta con sé una novità concreta: l’importo mensile sale da 40 a 60 euro per ogni mese lavorato, per un massimo di 720 euro annui erogati in un’unica soluzione a dicembre. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può richiedere il bonus, i requisiti di reddito e familiari, chi ne è escluso e quando e come presentare la domanda. C’è però un aspetto importante da conoscere prima di muoverti: al momento la procedura INPS non è ancora attiva.
Che cos’è il Bonus Mamme e perché esiste
Il Bonus Mamme è un contributo economico annuale pensato per sostenere le lavoratrici madri che, per via della loro tipologia contrattuale, non possono accedere all’esonero contributivo previsto per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Non si tratta di un bonus una tantum legato a un momento specifico, ma di un sostegno costruito sui mesi effettivi di lavoro svolti nel corso dell’anno.
La misura nasce dalla Legge di Bilancio 2024 ed è stata operativa nel 2025 con un importo di 40 euro mensili. Con la Legge di Bilancio 2026 l’importo è stato innalzato a 60 euro al mese, a conferma della volontà di rafforzare questo strumento. Il pagamento avviene sempre in un’unica soluzione nel mese di dicembre, a consuntivo dei mesi lavorati durante l’anno.
Un aspetto da sottolineare subito: il bonus non è tassato e non è soggetto a contribuzione previdenziale. I 720 euro massimi sono quindi un aiuto netto, che non aumenta l’ISEE e non incide sul carico fiscale della famiglia.
A chi spetta il Bonus Mamme 2026: i requisiti da soddisfare
Per accedere al Bonus Mamme 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente un requisito reddituale e un requisito familiare, oltre ad appartenere a una delle categorie di lavoratrici ammesse.
Sul fronte del reddito, il limite è fissato a 40.000 euro annui da lavoro. Non si tratta del reddito familiare complessivo, ma esclusivamente del reddito della lavoratrice stessa.
Sul fronte familiare, il bonus è riservato alle madri di almeno due figli, con una distinzione importante in base al numero. Se hai due figli, il bonus spetta fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni. Se hai tre o più figli, il limite si alza fino al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo, ma solo se il tuo contratto è autonomo o a tempo determinato — la ragione di questa distinzione è spiegata nel paragrafo successivo.
Le categorie di lavoratrici ammesse sono tre. Le lavoratrici dipendenti con qualsiasi tipo di contratto, ad esclusione del lavoro domestico: rientrano sia quelle a tempo indeterminato con due figli, sia quelle a tempo determinato in tutte le configurazioni familiari previste. Le lavoratrici autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie, incluse le casse di previdenza professionali e la Gestione Separata INPS. Le lavoratrici parasubordinate iscritte alla Gestione Separata INPS, come le titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).
Chi è esclusa: la differenza tra Bonus Mamme ed esonero contributivo
Capire chi è esclusa dal Bonus Mamme è altrettanto importante, perché non si tratta di una penalizzazione: le lavoratrici escluse accedono a uno strumento diverso, in molti casi più vantaggioso.
Sono escluse le lavoratrici madri con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli. Per questa categoria si applica invece l’esonero contributivo IVS, che consiste nell’azzeramento della quota previdenziale a carico della lavoratrice — normalmente pari al 9,19% della retribuzione imponibile — fino a un massimo di 3.000 euro annui. Questo esonero viene riconosciuto mensilmente direttamente in busta paga, senza bisogno di presentare domanda separata.
Sono escluse anche le lavoratrici domestiche (colf, badanti), indipendentemente dal numero di figli e dalla tipologia contrattuale.
In sintesi: se sei dipendente a tempo indeterminato con tre o più figli, il tuo strumento è l’esonero contributivo. Se sei dipendente a tempo indeterminato con due figli, puoi accedere al bonus. Se sei autonoma o a tempo determinato, il bonus si applica con entrambe le configurazioni familiari previste dalla norma.
| Strumento | A chi si applica | Importo massimo | Come viene erogato |
|---|---|---|---|
| Bonus Mamme | Dipendenti (anche a tempo indet. con 2 figli), autonome, parasubordinate | 720€ annui (60€/mese) | Unica soluzione a dicembre, tramite INPS |
| Esonero contributivo | Dipendenti a tempo indeterminato con almeno 3 figli | 3.000€ annui | Mensile in busta paga |
Quando e come presentare la domanda per il Bonus Mamme 2026
Al momento non è ancora possibile presentare la domanda. L’INPS deve ancora attivare la procedura telematica dedicata al bonus 2026 e solo dopo l’apertura ufficiale della piattaforma sarà possibile inviare la richiesta. È importante non procedere prima di quell’apertura, per evitare errori che potrebbero compromettere l’accesso al beneficio.
Per avere un riferimento su cosa aspettarsi, nel 2025 l’INPS aveva pubblicato le istruzioni operative con la Circolare n. 139 del 28 ottobre 2025, fissando una prima scadenza per le domande al 9 dicembre 2025, con una finestra integrativa aperta fino al 31 gennaio 2026 per chi aveva maturato requisiti successivamente o doveva integrare la richiesta iniziale. È ragionevole attendersi una tempistica simile anche per il 2026, con le istruzioni pubblicate nella seconda metà dell’anno.
Nel caso in cui la madre sia minorenne o incapace di agire, la domanda deve essere presentata dal genitore o dal tutore legale.
Domande frequenti sul Bonus Mamme 2026
Il bonus non è cumulabile con l’esonero contributivo IVS previsto per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Per gli altri sussidi — come l’Assegno Unico Universale — non vi sono incompatibilità dichiarate, ma è sempre consigliabile verificare la propria situazione specifica con un operatore.
No. Il Bonus Mamme 2026 è esente da imposizione fiscale e non è soggetto a contribuzione previdenziale. Non modifica il calcolo dell’ISEE e non incide sulla posizione contributiva della lavoratrice.
Il bonus viene calcolato sui mesi effettivi di attività lavorativa. Se hai lavorato, ad esempio, per sei mesi, riceverai 360 euro (6 × 60 euro). Non è necessario aver lavorato per l’intero anno per avere diritto al contributo.
La normativa fa riferimento alla vigenza del rapporto di lavoro, non all’orario. Anche le lavoratrici part-time possono accedere al bonus, se rispettano i requisiti di reddito e familiari.