Contributo COVELCO: cos’è, chi lo deve versare e come funziona

Il contributo COVELCO (acronimo di COntributo VErsato ai Lavoratori del COmmercio) è un contributo di assistenza contrattuale obbligatorio previsto dal CCNL del terziario, del commercio, dei servizi e dei pubblici esercizi, sottoscritto dalle organizzazioni aderenti a Confcommercio, tra cui Fipe, Federalberghi e Fiavet.

Si tratta di una quota calcolata in percentuale sulla retribuzione, che le aziende versano — insieme alla quota a carico del lavoratore — per finanziare gli enti bilaterali territoriali e le attività delle parti sindacali firmatarie del contratto collettivo.

A cosa serve il COVELCO

Il contributo COVELCO ha una finalità ben precisa: sostenere economicamente le strutture che rendono operativa la contrattazione collettiva di settore. In concreto, finanzia le attività degli enti bilaterali, che a loro volta erogano prestazioni integrative ai lavoratori (come sussidi per malattia, maternità, formazione professionale) e supportano la gestione delle relazioni industriali tra datori di lavoro e sindacati.

Non si tratta di un contributo previdenziale in senso stretto — non confluisce nell’INPS come i contributi pensionistici — ma di una contribuzione contrattuale che tutela indirettamente il lavoratore attraverso i servizi dell’ente bilaterale di riferimento.

Chi è obbligato a versare il COVELCO

L’obbligo di versamento ricade su tutte le aziende che applicano i contratti collettivi sottoscritti da Confcommercio, indipendentemente dal fatto che siano o meno iscritte all’associazione datoriale. Sono quindi soggetti al COVELCO i datori di lavoro che applicano i CCNL di:

  • Commercio e servizi
  • Pubblici esercizi (bar, ristoranti, mense)
  • Turismo e alberghi (Federalberghi)
  • Agenzie di viaggio (Fiavet)

Questo principio è ribadito dall’art. 40 del CCNL dei Pubblici Esercizi, che stabilisce espressamente le aliquote a carico delle due parti.

Come si calcola il contributo COVELCO

Il COVELCO è calcolato in percentuale sulla retribuzione lorda per 14 mensilità (tredicesima e quattordicesima incluse). La contribuzione è ripartita tra datore di lavoro e lavoratore:

  • Quota a carico del datore di lavoro: compresa nei contributi integrativi ASCOM, la cui aliquota varia in base al contratto applicato e all’ente bilaterale territoriale di riferimento
  • Quota a carico del lavoratore: fissata nella misura dello 0,10% della retribuzione, trattenuta in busta paga dal datore di lavoro

Le aliquote possono variare a livello locale, poiché il contributo è spesso gestito dagli enti bilaterali territoriali (es. Ente Bilaterale di Belluno, EBK Bolzano), che ne definiscono i dettagli applicativi in sede di contrattazione integrativa.

Come si versa il COVELCO

Il versamento avviene attraverso due canali principali:

Modello F24 con i codici tributo specifici per il contributo contrattuale di settore, oppure tramite UNIEMENS, il flusso telematico mensile inviato all’INPS che gestisce le esposizioni particolari legate ai contributi contrattuali.

Per gestire correttamente il contributo tramite UNIEMENS è necessario:

  1. Collegare il contributo all’anagrafica della ditta nella sezione Posizioni INPS – Esposizioni particolari a UniEmens
  2. Verificare che il profilo di pagamento nella tabella Previdenziali – INPS – Profili pagamenti diversi UniEmens sia configurato correttamente
  3. Controllare nei parametri del singolo dipendente che la spunta relativa al versamento tramite UniEmens sia attiva e che la descrizione del contributo corrisponda a quella collegata alla ditta

Cosa succede se non si versa il COVELCO

L’omissione del versamento del COVELCO non è priva di conseguenze. Le principali sono:

Sanzioni contrattuali: in alcuni contratti integrativi territoriali è previsto che il datore di lavoro inadempiente sia tenuto a riconoscere al dipendente un importo fino al triplo della quota non versata, a titolo di risarcimento.

Perdita delle prestazioni dell’ente bilaterale: i lavoratori dipendenti di aziende che non versano regolarmente non hanno accesso alle prestazioni dell’ente bilaterale (sussidi, rimborsi, formazione).

Requisito per procedure specifiche: in alcune province il regolare versamento del COVELCO è condizione necessaria per accedere a determinate procedure, come l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei locali commerciali tramite l’ente bilaterale.

COVELCO e ASCOM: qual è la differenza

I termini ASCOM e COVELCO vengono spesso usati insieme o in modo intercambiabile, ma indicano cose diverse. ASCOM (Associazione Commercianti) è l’associazione datoriale aderente a Confcommercio, e i contributi ASCOM sono le quote associative che le imprese iscritte versano per finanziare l’associazione stessa. Il COVELCO è invece la quota a beneficio delle organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie del contratto.

Le due componenti formano insieme la contribuzione di assistenza contrattuale prevista dal CCNL e vengono spesso gestite congiuntamente dal consulente del lavoro, il che spiega la frequente sovrapposizione terminologica.

FAQ sul contributo COVELCO

Il COVELCO è dovuto anche se l’azienda non è iscritta a Confcommercio? Sì. L’obbligo deriva dall’applicazione del CCNL, non dall’adesione all’associazione datoriale. Se l’azienda applica uno dei contratti firmati da Confcommercio, deve versare il contributo.

La trattenuta COVELCO in busta paga è corretta? Sì, se il lavoratore è inquadrato con un contratto del commercio, dei pubblici esercizi o del turismo, la trattenuta dello 0,10% è prevista contrattualmente.

Chi gestisce il COVELCO a livello locale? Gli enti bilaterali territoriali, che possono avere denominazioni diverse da provincia a provincia. Per verificare l’ente competente nella propria area, è necessario consultare il contratto integrativo territoriale applicabile.

Come si sa se si stanno versando importi corretti? Consultando il contratto collettivo applicato e il contratto integrativo territoriale, oppure rivolgendosi direttamente all’ente bilaterale di competenza o a un consulente del lavoro.

In Conclusione

Il contributo COVELCO è un elemento obbligatorio della retribuzione per tutte le aziende che applicano i CCNL del terziario e della ristorazione firmati da Confcommercio. Comprenderne la natura, le modalità di calcolo e le conseguenze dell’omissione è fondamentale per gestire correttamente il costo del lavoro ed evitare sanzioni contrattuali. In caso di dubbi sull’applicazione nel proprio contesto territoriale, il riferimento principale è sempre l’ente bilaterale della provincia di appartenenza.

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