L’Autoimpiego Centro-Nord 2026 è una delle principali agevolazioni disponibili per i giovani under 35 che vogliono aprire una nuova attività, avviare una partita IVA, intraprendere una libera professione o costituire un’impresa nelle regioni del Centro e Nord Italia.
La misura permette di ottenere un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro oppure, in alternativa, un contributo a fondo perduto fino al 65% dell’investimento, con programmi di spesa che possono arrivare a 200.000 euro.
Non si tratta quindi di un finanziamento da restituire: rispettando requisiti, progetto e spese ammissibili, il sostegno economico viene riconosciuto sotto forma di contributo.
Per chi sta cercando incentivi per aprire una partita IVA nel 2026, contributi per giovani imprenditori o finanziamenti a fondo perduto per avviare una nuova attività, Autoimpiego Centro-Nord merita quindi particolare attenzione.
Autoimpiego Centro-Nord 2026: cos’è e come funziona
Autoimpiego Centro-Nord è un incentivo pensato per favorire la nascita di nuove attività economiche da parte di giovani che vogliono entrare o rientrare nel mercato del lavoro attraverso l’autoimpiego.
La misura può finanziare l’avvio di attività di lavoro autonomo, libera professione, impresa individuale e società, mettendo a disposizione una dotazione specifica di 219,6 milioni di euro.
Il meccanismo prevede due formule alternative:
- voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro in presenza delle condizioni previste per la maggiorazione;
- contributo a fondo perduto del 65% per programmi di investimento fino a 120.000 euro oppure del 60% per programmi superiori a 120.000 euro e fino a 200.000 euro.
Voucher e contributo percentuale sono quindi due modalità differenti di accesso all’agevolazione: non vengono sommati all’interno dello stesso progetto.
Le agevolazioni sono concesse nell’ambito del regime de minimis.
Chi può richiedere Autoimpiego Centro-Nord nel 2026
Uno degli aspetti più importanti riguarda i requisiti personali.
L’agevolazione è destinata ai giovani che abbiano 18 anni già compiuti e non abbiano ancora compiuto 35 anni e che, alla data prevista dalla disciplina della misura, rientrino almeno in una delle condizioni ammesse.
Possono accedere, in particolare, giovani inoccupati, inattivi o disoccupati, disoccupati inseriti nel Programma GOL – Garanzia di occupabilità dei lavoratori e lavoratori classificabili come working poor.
Per working poor si intendono, in questo contesto, lavoratori con un reddito da lavoro dipendente o autonomo tale per cui l’imposta lorda risulta pari o inferiore alle detrazioni spettanti secondo la disciplina fiscale prevista.
C’è inoltre un requisito meno evidente ma importante da verificare prima di presentare la domanda: nei sei mesi precedenti il richiedente non deve essere stato socio o titolare di un’altra attività con un codice ATECO coincidente, fino alla terza cifra, con quello dell’iniziativa per la quale richiede l’agevolazione.
Non basta quindi essere semplicemente under 35: bisogna controllare attentamente anche la propria situazione lavorativa e l’eventuale precedente partecipazione ad altre attività economiche.
Quali regioni rientrano nell’Autoimpiego Centro-Nord
L’attività finanziata deve essere localizzata nei territori coperti dalla misura Autoimpiego Centro-Nord.
Le regioni interessate sono Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia fanno invece riferimento alla misura distinta Resto al Sud 2.0, che presenta percentuali e importi differenti.
La collocazione territoriale dell’attività è quindi uno dei primi elementi da verificare per capire quale incentivo utilizzare.
Posso richiedere il fondo perduto se ho già aperto la partita IVA?
Sì, ma questo è uno dei passaggi su cui bisogna fare maggiore attenzione.
Autoimpiego Centro-Nord non finanzia normalmente attività già avviate e operative da tempo. Sono ammissibili le iniziative economiche formalizzate nel mese in cui viene presentata la domanda oppure nel mese immediatamente precedente, purché risultino ancora inattive al momento della richiesta.
Per un lavoratore autonomo o un libero professionista, l’avvio dell’iniziativa coincide generalmente con la data di apertura della partita IVA.
Per un’impresa individuale o una società viene invece considerata la data di iscrizione al Registro delle Imprese.
Essere formalmente costituiti non significa, però, poter aver già iniziato normalmente l’attività. L’iniziativa deve risultare ancora inattiva. Sono tollerabili alcune spese limitate strettamente connesse alla costituzione o alla formalizzazione dell’attività, ma il progetto vero e proprio deve rispettare le regole dell’incentivo.
È quindi particolarmente importante coordinare apertura della partita IVA, costituzione dell’impresa e presentazione della domanda.
Quali attività possono ottenere gli incentivi
Autoimpiego Centro-Nord non è limitato alle startup tecnologiche.
Il campo di applicazione è molto ampio e comprende attività produttive nell’industria e nell’artigianato, servizi rivolti a persone o imprese, attività turistiche, attività nel commercio e attività libero-professionali.
Sono ammesse anche le attività di trasformazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura, dalla pesca e dall’acquacoltura.
Restano invece escluse le attività di produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura.
Questo significa che il fondo può interessare, a seconda del progetto, artigiani, commercianti, professionisti, attività digitali, servizi alle imprese, servizi alla persona, attività turistiche e molte altre nuove iniziative economiche.
Quali forme giuridiche sono ammesse
Non è necessario costituire una società per partecipare.
L’attività può essere organizzata come lavoratore autonomo o libero professionista con partita IVA, impresa individuale oppure attraverso forme societarie.
Tra le forme ammesse rientrano SNC, SAS, SRL, comprese le SRLS, società cooperative e società tra professionisti.
È possibile anche avere soci che non possiedono direttamente i requisiti richiesti dall’incentivo. In questo caso, però, controllo e amministrazione devono rimanere in capo ai giovani che possiedono i requisiti.
Per il controllo societario, i soggetti aventi diritto devono detenere almeno il 50% più un euro delle quote; inoltre, la maggioranza dell’organo amministrativo deve essere composta da soci che possiedono i requisiti previsti.
Quanto finanzia Autoimpiego Centro-Nord 2026
La misura offre due strade molto diverse tra loro. Capire quale scegliere dipende soprattutto dall’entità e dalla struttura dell’investimento.
Voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro
La prima possibilità è un voucher a fondo perduto del 100% delle spese ammissibili, fino a un massimo ordinario di 30.000 euro.
Il voucher può essere aumentato di ulteriori 10.000 euro, raggiungendo quindi 40.000 euro complessivi, quando il progetto presenta determinate caratteristiche.
La maggiorazione può essere riconosciuta, se espressamente richiesta, quando almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sotto il profilo tecnologico-digitale oppure interventi destinati alla sostenibilità ambientale o al risparmio energetico.
È prevista anche una specifica possibilità legata a consulenze tecnico-specialistiche effettuate da Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e destinate a innovazione, prototipazione o certificazioni ambientali ed energetiche.
Il voucher può quindi risultare particolarmente interessante per attività che hanno bisogno soprattutto di attrezzature, software, strumenti digitali, servizi tecnologici, branding o asset immateriali per iniziare a operare.
Contributo a fondo perduto del 65%
Per progetti più strutturati è possibile scegliere il contributo percentuale.
Per programmi di investimento fino a 120.000 euro, il contributo può arrivare al 65% delle spese ammissibili.
Un progetto da 80.000 euro, ad esempio, può teoricamente generare un contributo massimo di 52.000 euro, mentre la parte restante deve essere coperta dal beneficiario.
Con un programma di investimento pari a 120.000 euro, il contributo massimo teorico al 65% arriva a 78.000 euro.
Contributo del 60% fino a 200.000 euro
Quando il programma supera i 120.000 euro, e comunque non va oltre 200.000 euro, la percentuale massima scende al 60%.
Un progetto da 150.000 euro può quindi ottenere, in presenza di tutte le condizioni, fino a 90.000 euro di fondo perduto.
Su un investimento di 200.000 euro il contributo può arrivare a 120.000 euro.
È quindi importante non confondere il limite di 40.000 euro del voucher con il contributo per programmi di investimento: nel secondo caso l’importo effettivo dell’agevolazione può essere decisamente più elevato.
Quali spese sono ammissibili
Una parte decisiva del progetto riguarda la costruzione corretta del piano di spesa.
Tra le principali spese ammissibili nell’Autoimpiego Centro-Nord rientrano macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica.
Sono inoltre finanziabili programmi informatici e servizi ICT, comprese licenze software, sviluppo di software applicativi, piattaforme digitali e app.
La misura comprende anche diverse immobilizzazioni immateriali, come l’acquisizione di competenze per sviluppare prodotti, servizi o processi ad alto contenuto tecnologico.
Possono rientrare, a determinate condizioni, anche la progettazione e lo sviluppo di portali web, il visual e digital brand, nonché l’ideazione e la realizzazione di marchi e denominazioni.
Sono inoltre previste consulenze tecnico-specialistiche, entro i limiti stabiliti, per sviluppo di soluzioni innovative, prototipi, modelli, stampi e matrici e per l’ottenimento di certificazioni ambientali o energetiche.
Sito web, software e digitalizzazione sono finanziabili?
Per molte nuove attività questa è una delle domande più interessanti.
La risposta è sì, purché le spese siano coerenti con il progetto imprenditoriale e con le categorie previste dalla misura.
Un’attività può quindi inserire nel proprio piano, ad esempio, lo sviluppo di un sito web professionale, una piattaforma digitale, un’applicazione, software gestionali, licenze e strumenti ICT.
Possono inoltre rientrare interventi collegati alla costruzione del visual brand e del digital brand o alla realizzazione di marchi.
Non significa però che qualsiasi spesa di marketing o comunicazione sia automaticamente finanziabile: la voce deve essere riconducibile alle categorie ammesse e risultare funzionale all’avvio e allo sviluppo dell’iniziativa.
Sono finanziabili lavori di ristrutturazione?
Sì, ma esclusivamente scegliendo il contributo per programmi di investimento, non il voucher.
Gli interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria possono rappresentare al massimo il 50% delle spese ammesse e devono essere collegati all’adeguamento della sede alle esigenze produttive o organizzative dell’attività.
In questa categoria possono rientrare anche determinati interventi sugli impianti generali della sede, come quello elettrico, idrico o del gas.
Si possono acquistare auto o veicoli?
L’acquisto di un automezzo non è automaticamente escluso, ma deve risultare strettamente necessario alla produzione dei beni o all’erogazione del servizio previsto dal progetto.
Può quindi essere ammissibile, ad esempio, per determinate attività edili, imprese di pulizia o attività itineranti.
La stessa logica non vale invece per un professionista che desidera semplicemente acquistare un’automobile da utilizzare anche negli spostamenti ordinari: il mezzo deve essere direttamente funzionale all’attività finanziata.
L’IVA può rientrare nelle spese finanziate?
L’IVA può essere considerata ammissibile quando non è recuperabile secondo la normativa nazionale.
Questo aspetto può essere particolarmente importante per alcune attività e per i professionisti che operano in regimi nei quali l’IVA rappresenta effettivamente un costo.
Quali spese non sono ammesse
Non tutto ciò che serve a far funzionare un’impresa può essere inserito nel progetto.
Non sono finanziabili, tra le altre, l’acquisto di terreni e immobili, i beni usati, le consulenze effettuate semplicemente per predisporre la domanda di agevolazione, le consulenze legali, fiscali e tributarie ordinarie, le materie prime e i semilavorati, il personale, le utenze e le locazioni.
Non rientrano inoltre le consulenze non tecnico-specialistiche e il leasing.
Un errore frequente nella costruzione di un progetto agevolato è confondere le spese di investimento con le normali spese correnti necessarie a gestire l’attività.
Posso sostenere le spese prima di presentare la domanda?
No.
La data di apertura della partita IVA o di costituzione dell’impresa e la data delle spese sono due questioni diverse.
L’iniziativa può essere formalizzata nel periodo consentito prima della domanda, ma i titoli relativi alle spese che si vogliono rendicontare devono avere una data successiva alla presentazione della richiesta di agevolazione.
Acquistare anticipatamente macchinari, computer, software o altre attrezzature da inserire poi nel progetto può quindi comportare la perdita dell’ammissibilità di quella specifica spesa.
Come richiedere Autoimpiego Centro-Nord nel 2026
La domanda per l’Autoimpiego Centro-Nord viene presentata esclusivamente online.
Per accedere alla procedura sono necessari SPID, CIE oppure CNS, oltre a una firma digitale e a un indirizzo PEC attivo.
Il titolare o legale rappresentante registra l’iniziativa economica e può delegare altri soggetti alla compilazione della pratica. L’invio finale, tuttavia, deve essere effettuato dal titolare o dal legale rappresentante.
La procedura comprende la compilazione dei dati relativi all’iniziativa, la descrizione del progetto, il piano economico e gli allegati richiesti in base alla tipologia del soggetto e alla forma di agevolazione scelta.
Al termine viene generato il documento di domanda, che deve essere firmato digitalmente e nuovamente caricato insieme alla documentazione prevista.
Una volta completato l’invio, viene attribuito un protocollo con data e orario di presentazione.
Serve il business plan?
Il piano d’impresa rappresenta una parte centrale della valutazione.
Avere formalmente i requisiti non garantisce infatti automaticamente l’ottenimento del contributo. Il progetto deve dimostrare una logica economica concreta, un mercato di riferimento, la coerenza delle spese e la sostenibilità dell’iniziativa.
Il piano dovrebbe chiarire almeno cosa farà la nuova attività, quali clienti vuole raggiungere, quali prodotti o servizi venderà, come intende generare ricavi e perché gli investimenti richiesti sono necessari.
Particolare attenzione va riservata alla corrispondenza tra modello di business e piano di spesa. Inserire attrezzature o servizi non realmente collegati all’attività può indebolire il progetto.
I preventivi sono obbligatori già al momento della domanda?
La documentazione tecnica, compresi i preventivi, non deve necessariamente essere allegata alla domanda iniziale, anche se è possibile inserirla.
Questo non significa naturalmente che il piano di investimento possa essere costruito utilizzando importi casuali.
È comunque opportuno avere già definito in maniera realistica quali beni e servizi acquistare, quali siano i relativi costi e come questi si inseriscano nella strategia dell’attività.
In questo modo il piano economico risulta più credibile e diventa più semplice gestire le successivei fasi del progetto.
Come viene valutata la domanda
Autoimpiego Centro-Nord non funziona attraverso una graduatoria con una data unica di chiusura.
Le domande vengono analizzate secondo l’ordine cronologico di presentazione e nei limiti delle risorse disponibili.
La valutazione è prevista entro 90 giorni dall’invio della domanda e riguarda sia la presenza dei requisiti formali sia la qualità e la sostenibilità del progetto presentato.
È quindi sbagliato interpretare il fondo perduto come un bonus automatico: prima della concessione viene effettuata una vera valutazione del progetto imprenditoriale.
Autoimpiego Centro-Nord: quando scade nel 2026?
Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025 e nel 2026 risulta ancora operativo.
Non esiste attualmente una data finale prefissata.
L’incentivo funziona a sportello fino a disponibilità delle risorse finanziarie: le domande vengono valutate in ordine cronologico e non viene formata una graduatoria finale.
Per questo motivo, chi possiede i requisiti e ha già un progetto sufficientemente definito dovrebbe evitare di considerare il fondo come una misura da rimandare necessariamente agli ultimi mesi dell’anno.
Tutoraggio e formazione per chi ottiene il contributo
L’Autoimpiego Centro-Nord non prevede esclusivamente un sostegno economico.
Le iniziative ammesse ricevono anche servizi di tutoraggio tecnico e gestionale per supportare l’avvio dell’attività, la corretta gestione dell’agevolazione e la rendicontazione delle spese.
Il tutoraggio previsto dopo l’ammissione è obbligatorio.
Sono inoltre previsti percorsi di formazione dedicati allo sviluppo delle competenze imprenditoriali. La partecipazione ai percorsi formativi può essere utile anche nella valutazione del progetto, oltre che nella preparazione del business plan e nella gestione della futura attività.
Perché Autoimpiego Centro-Nord è particolarmente interessante nel 2026
Nel panorama degli incentivi per giovani imprenditori 2026, uno degli elementi più interessanti di Autoimpiego Centro-Nord resta la presenza di una componente interamente a fondo perduto.
Dal 1° luglio 2026, infatti, per le nuove domande relative a ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero non è più disponibile la componente di contributo a fondo perduto a causa dell’esaurimento delle risorse dedicate: l’incentivo continua a operare attraverso il finanziamento agevolato.
Autoimpiego Centro-Nord mantiene invece il voucher e i contributi a fondo perduto previsti dalla misura.
Per un giovane che vuole avviare oggi una nuova attività nelle regioni interessate, vale quindi la pena verificare prima di tutto se possiede i requisiti di accesso.
Come ottenere un contributo a fondo perduto per aprire una partita IVA
Chi cerca un contributo a fondo perduto per aprire una partita IVA deve distinguere tra la semplice apertura della posizione fiscale e l’esistenza di un vero progetto di autoimpiego.
Autoimpiego Centro-Nord non riconosce un bonus semplicemente perché viene aperta una partita IVA.
Occorre rispettare i requisiti personali, territoriali e temporali, presentare un progetto economicamente sostenibile e costruire un piano di spesa composto da investimenti ammessi.
Per un libero professionista, ad esempio, il progetto potrebbe comprendere attrezzature professionali, computer e strumenti tecnologici, software, piattaforme digitali, sviluppo del sito e alcuni investimenti immateriali collegati all’avvio dell’attività.
Per un’attività artigianale il peso maggiore potrebbe invece riguardare macchinari, impianti, attrezzature, arredi ed eventuali lavori necessari per adeguare il locale.
È quindi il progetto nel suo complesso, e non la semplice apertura della partita IVA, a determinare l’accesso all’agevolazione.
Quali sono i requisiti per il bando Autoimpiego Centro-Nord 2026?
Anche se online viene spesso cercato come “bando Autoimpiego Centro-Nord 2026”, tecnicamente si tratta di un incentivo a sportello e non di un bando con graduatoria e scadenza unica.
In sintesi, per accedere occorre essere giovani tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti, trovarsi in una delle condizioni lavorative previste, avviare una nuova iniziativa economica in una delle 12 regioni ammesse e rispettare le condizioni relative alla data di costituzione e all’inattività dell’attività.
Bisogna inoltre prestare attenzione all’eventuale partecipazione, nei sei mesi precedenti, ad attività con codice ATECO corrispondente a quello della nuova iniziativa.
Voucher da 40.000 euro o contributo al 65%: quale conviene?
Non esiste una risposta valida per tutti.
Il voucher può essere particolarmente interessante per iniziative più leggere, con un fabbisogno iniziale limitato e composto principalmente da beni strumentali, tecnologia, software o investimenti immateriali.
Il contributo percentuale diventa invece più interessante quando il progetto richiede investimenti superiori: attrezzature costose, macchinari, allestimenti, impianti o lavori sulla sede.
Prima di scegliere bisogna quindi costruire il piano economico e confrontare quanto capitale è necessario investire con l’importo effettivamente coperto dall’agevolazione.
Non ha senso aumentare artificialmente il progetto per ottenere più contributi: ogni spesa deve essere realmente necessaria, coerente e sostenibile.
Autoimpiego Centro-Nord 2026: cosa controllare prima della domanda
Prima di procedere conviene verificare con attenzione età e condizione lavorativa, territorio in cui verrà realizzata l’iniziativa, data di apertura della partita IVA o iscrizione al Registro delle Imprese, eventuali precedenti partecipazioni in attività con codice ATECO analogo e coerenza delle spese che si intendono sostenere.
Solo dopo questa verifica è utile definire se il progetto sia più adatto al voucher fino a 30.000/40.000 euro oppure al contributo del 65% o del 60%.
La vera opportunità di Autoimpiego Centro-Nord non consiste semplicemente nell’ottenere denaro per “aprire un’attività”, ma nella possibilità di finanziare una parte significativa degli investimenti necessari a trasformare un progetto professionale o imprenditoriale in una nuova attività concretamente operativa.
Per chi ha meno di 35 anni e sta pensando di mettersi in proprio nel 2026, verificare i requisiti prima di sostenere spese o avviare l’attività è quindi il passaggio più importante.