Dote Inserimento Lavorativo (DIL) Lombardia: cos’è, a chi spetta, quanto vale e come richiederla

La Dote Inserimento Lavorativo, conosciuta con la sigla DIL, è la misura di politica attiva del lavoro con cui Regione Lombardia accompagna le persone disoccupate verso una nuova occupazione dopo la chiusura del Programma GOL. In pratica si tratta di un pacchetto di servizi gratuiti, dall’orientamento alla formazione fino all’incrocio con le offerte delle aziende, costruito su misura in base al profilo di chi cerca lavoro.

In questa guida spieghiamo in modo semplice come funziona la DIL, chi può accedervi e chi resta escluso, quali percorsi e servizi prevede, quanto vale la dote, quali documenti servono e cosa succede durante i sei mesi del percorso. Le informazioni si basano sull’Avviso regionale e sul Manuale di gestione della Dote Inserimento Lavorativo approvato da Regione Lombardia a giugno 2026.

Che cos’è la Dote Inserimento Lavorativo

La DIL è una misura finanziata dal Programma Regionale FSE+ 2021-2027 della Lombardia, nell’ambito della Priorità 1 “Occupazione”. Il suo scopo è sostenere l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso servizi personalizzati per il lavoro e per la formazione, erogati dai Centri per l’Impiego (CPI) e dagli operatori accreditati da Regione Lombardia.

La parola “dote” ha un significato preciso nel sistema lombardo. Ogni persona che entra nella misura dispone di un insieme di servizi a cui corrisponde un budget massimo. Questo budget non viene versato al cittadino: viene riconosciuto all’ente che eroga i servizi, in parte in base alle attività effettivamente svolte e in parte in base al risultato raggiunto, cioè l’assunzione o l’avvio di un’attività autonoma. Per la persona il percorso è completamente gratuito.

La misura ha un carattere transitorio. Secondo quanto comunicato da Regione Lombardia, dispone di una dotazione di circa 36 milioni di euro e serve a garantire la continuità dei servizi per l’impiego nel passaggio dal Programma GOL al nuovo modello regionale delle politiche del lavoro, atteso per il 2027.

Perché nasce la DIL: il passaggio dal Programma GOL

Per capire la DIL bisogna partire dal Programma GOL, la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori finanziata con le risorse del PNRR. In Lombardia GOL ha rappresentato per alcuni anni il canale principale di presa in carico dei disoccupati: secondo i dati diffusi dalla Regione, le persone prese in carico hanno superato quota 500.000 e quelle accompagnate al lavoro oltre 171.000.

Con la conclusione del ciclo GOL, la Regione ha scelto di non lasciare un vuoto tra il vecchio e il nuovo sistema. La DIL eredita da GOL l’impostazione di fondo: la profilazione iniziale della persona, i quattro percorsi di intensità crescente e la logica del rimborso legato al risultato. Cambiano invece la fonte di finanziamento, che passa dal PNRR al Fondo Sociale Europeo Plus, alcuni massimali e una serie di regole operative, come la non ripetibilità della dote.

A chi è rivolta la DIL

La Dote Inserimento Lavorativo è rivolta alle persone disoccupate residenti o domiciliate in Lombardia. Non sono previsti limiti di età né requisiti legati alla durata della disoccupazione: possono accedere sia i giovani alla ricerca del primo impiego sia chi ha perso il lavoro dopo molti anni, compresi gli over 50 per i quali spesso il rientro è più complicato, come spieghiamo nella guida su come trovare lavoro a 50 anni.

Il requisito chiave è lo stato di disoccupazione in senso tecnico, che si ottiene rilasciando la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro. Senza una DID attiva non si può entrare nella misura: se non l’hai ancora fatta, trovi tutti i passaggi nella nostra guida alla DID online.

Rientrano tra i destinatari anche i percettori di ammortizzatori sociali, in particolare chi riceve la NASpI o la DIS-COLL, e i beneficiari delle misure di sostegno introdotte dal decreto-legge 48/2023, cioè l’Assegno di Inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. Il Manuale regionale include inoltre i cosiddetti working poor, ovvero le persone che lavorano ma con un reddito così basso da conservare lo stato di disoccupazione.

Per quanto riguarda le persone con disabilità iscritte o che intendono iscriversi al collocamento mirato previsto dalla Legge 68/99, la presa in carico da parte di un operatore privato richiede un raccordo con gli Uffici del Collocamento mirato, che verificano che la persona non stia già beneficiando di altre misure finanziate dal Fondo regionale disabili.

Chi è escluso dalla DIL

Le esclusioni sono due. La prima riguarda chi ha concluso un percorso del Programma GOL in Lombardia nei 12 mesi precedenti la domanda di dote. La scheda ufficiale precisa che il periodo va calcolato in 360 giorni di calendario: chi ha terminato GOL di recente deve quindi attendere che sia trascorso questo intervallo prima di poter attivare la DIL.

La seconda esclusione riguarda chi, al momento della domanda, risulta già inserito in un altro percorso di politica attiva del lavoro. La logica è evitare che la stessa persona riceva servizi finanziati due volte per lo stesso obiettivo.

La dote si può attivare una sola volta

Un aspetto da conoscere prima di iniziare è che la DIL non è ripetibile e non è prorogabile. Una volta conclusa, oppure in caso di rinuncia, non è possibile aprirne una seconda. Per questo conviene scegliere con attenzione l’operatore e il percorso, e affrontare la dote nel momento in cui si è davvero disponibili a seguirla.

I quattro percorsi della DIL

Come già accadeva in GOL, la DIL prevede quattro percorsi di intensità crescente. Non è la persona a sceglierli liberamente: il percorso viene assegnato in base all’esito dell’assessment, cioè la valutazione iniziale del profilo, che misura quanto la persona è vicina o lontana dal mercato del lavoro.

Il Percorso 1, reinserimento lavorativo, è pensato per chi ha competenze già spendibili e può tornare a lavorare in tempi brevi. Qui il cuore del percorso è l’orientamento e l’accompagnamento alla ricerca, con eventuali brevi momenti formativi.

Il Percorso 2, aggiornamento o upskilling, si rivolge a chi ha una base professionale valida ma deve aggiornarla con interventi formativi brevi e professionalizzanti.

Il Percorso 3, riqualificazione o reskilling, riguarda chi è più distante dal mercato e ha bisogno di una formazione più strutturata, magari per spostarsi verso un settore diverso da quello di provenienza.

Il Percorso 4, lavoro e inclusione, è dedicato alle persone con bisogni complessi, per esempio situazioni di fragilità che vanno oltre la dimensione lavorativa. In questo caso il percorso si integra con la rete dei servizi sociali e socio-sanitari e prevede servizi aggiuntivi, come la formazione per la riattivazione e l’accompagnamento nei tirocini.

Il percorso emerso dall’assessment può essere modificato solo in casi limitati e motivati, al momento della firma del Patto di Servizio. Il Manuale prevede questa possibilità per le persone con disabilità ai sensi della Legge 68/99, per quelle seguite dai servizi sociali o socio-sanitari e per le persone in esecuzione penale esterna o in uscita dal carcere.

Quali servizi offre la Dote Inserimento Lavorativo

Ogni dote si compone di servizi che la persona concorda con l’operatore all’interno del Piano di Intervento Personalizzato (PIP). Alcuni sono obbligatori e uguali per tutti, altri dipendono dal percorso e dall’obiettivo scelto.

Il primo passaggio comune è la presa in carico con assessment e la firma del Patto di Servizio Personalizzato. Subito dopo viene svolta la Skill Gap Analysis, un servizio di un’ora obbligatorio per tutti prima dell’attivazione della dote. Serve a mettere a confronto le competenze della persona con quelle richieste dalle professioni a cui può ambire, così da orientare la scelta della formazione. Il risultato viene riportato in un report firmato dalla persona.

C’è poi l’orientamento specialistico, che comprende colloqui individuali o di gruppo per costruire un progetto professionale, la redazione di un bilancio delle competenze e, quando utile, la procedura di individuazione, validazione e certificazione delle competenze acquisite fuori dai percorsi scolastici. Nel Percorso 4 l’orientamento include anche l’accompagnamento e il tutoraggio dei tirocini.

La formazione mirata all’inserimento lavorativo è il servizio che più distingue i percorsi tra loro. I corsi devono far parte delle offerte formative specifiche della DIL, sono svolti in gruppo da enti accreditati alla formazione e vanno frequentati per almeno il 75% del monte ore per essere riconosciuti. Si svolgono fuori dall’orario di lavoro e non possono ripetere competenze già acquisite con corsi finanziati da GOL, dalla Dote Unica Lavoro o da una precedente DIL. Una parte delle lezioni può svolgersi a distanza, secondo le regole regionali sulla formazione.

Il servizio di incontro domanda-offerta è quello che mette in contatto la persona con le aziende che cercano personale. È un servizio “a risultato”: l’operatore viene rimborsato solo se l’inserimento lavorativo va a buon fine e rispetta determinati requisiti, che vedremo più avanti.

Infine, per chi sceglie la strada del lavoro autonomo, sono previsti il supporto all’autoimpiego e la formazione per la creazione d’impresa, che accompagnano la persona nella stesura del business plan fino all’apertura dell’attività.

Due obiettivi possibili: lavoro dipendente o autoimpiego

Quando si definisce il PIP, la persona sceglie con l’operatore uno dei due obiettivi della dote: l’inserimento lavorativo, cioè trovare un impiego alle dipendenze, oppure l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità. È una scelta importante perché, secondo il Manuale, una volta confermato il PIP l’obiettivo non può più essere cambiato.

Chi punta a mettersi in proprio può trovare utile anche il quadro degli incentivi nazionali per l’avvio d’impresa, che abbiamo approfondito nella guida all’Autoimpiego Centro-Nord.

Quanto vale la Dote Inserimento Lavorativo

Il valore della dote è dato dalla somma dei servizi inseriti nel PIP, entro i massimali previsti per ciascun percorso e per ciascun obiettivo. I rimborsi seguono i costi standard nazionali utilizzati per le politiche attive. Nella tabella riportiamo i massimali complessivi indicati dal Manuale di gestione.

PercorsoObiettivo inserimento lavorativoObiettivo autoimpiego
Percorso 1 – Reinserimento2.143,88 €2.504,11 €
Percorso 2 – Upskilling3.331,51 €3.315,49 €
Percorso 3 – Reskilling3.727,73 €3.874,65 €
Percorso 4 – Lavoro e inclusione5.955,53 €5.865,99 €

Dietro queste cifre ci sono limiti orari precisi per ogni servizio. L’orientamento specialistico può arrivare a 15 ore nei Percorsi 1 e 2, a 19 ore nel Percorso 3 e a 35 ore nel Percorso 4. La formazione mirata all’inserimento lavorativo ha un tetto di 16 ore nel Percorso 1 e di 40 ore nei Percorsi 2, 3 e 4, mentre il Percorso 4 può contare su ulteriori 40 ore di formazione per la riattivazione. Per l’obiettivo autoimpiego, il supporto dedicato arriva a 10 ore nei primi due percorsi e a 20 ore negli altri, a cui si aggiungono fino a 18 ore di formazione per la creazione d’impresa.

È importante ricordare che questi importi rappresentano il valore massimo dei servizi e non una somma che la persona riceve. La dote è gratuita per il beneficiario, e un operatore che chiedesse denaro al cittadino per i servizi della DIL commetterebbe una violazione che il Manuale sanziona con la revoca della dote e provvedimenti sull’accreditamento. I massimali sono quelli fissati per l’Avviso 2026 e potrebbero cambiare con il nuovo modello regionale.

Come accedere alla DIL: i passaggi

Il primo passo è la registrazione al portale SIUL di Regione Lombardia, con SPID, CIE oppure tessera sanitaria CNS con PIN. In questa fase si rilascia la DID, se non è già presente, e si compila o aggiorna la scheda anagrafico-professionale. Chi non se la sente di procedere da solo può rivolgersi direttamente a un Centro per l’Impiego o a un operatore accreditato, che lo aiuterà in questi adempimenti.

Una volta aderito alla misura, la persona sceglie liberamente l’operatore pubblico o privato che si occuperà della presa in carico. Questa libertà di scelta ha un’eccezione per chi riceve NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione o Supporto per la formazione e il lavoro, per i quali valgono le regole specifiche previste dalla normativa su queste prestazioni. L’elenco degli operatori accreditati è pubblicato sul sito di Regione Lombardia.

L’operatore svolge quindi l’assessment, che si compone di una profilazione quantitativa, basata sui dati anagrafici e sulle informazioni fornite in fase di registrazione, e di un colloquio di approfondimento. Il colloquio si svolge di norma in presenza, ma può avvenire anche a distanza; resta comunque diritto della persona chiedere di farlo di persona. Dall’esito deriva il percorso assegnato.

Segue la firma del Patto di Servizio Personalizzato DIL, che riporta il percorso e il paniere dei servizi concordati, e la Skill Gap Analysis. A questo punto la persona può proseguire con lo stesso operatore oppure cambiarlo e scegliere un altro ente più adatto alle proprie esigenze. L’operatore scelto definisce con lei il PIP e invia la domanda di dote alla Regione tramite la piattaforma Bandi e Servizi, trasmettendo la Dichiarazione Riassuntiva Unica (DRU). Il Manuale indica che la dote dovrebbe essere avviata entro cinque giorni lavorativi dalla firma del Patto.

Documenti necessari

Per l’appuntamento al Centro per l’Impiego in cui si firma il Patto di Servizio occorre presentarsi con un documento d’identità e il codice fiscale in corso di validità. I cittadini extracomunitari devono portare anche il permesso di soggiorno valido oppure la ricevuta della richiesta di rinnovo.

Durante il percorso servono poi gli strumenti per firmare e validare le attività. La Regione utilizza l’app FirmaLOM, a cui si accede con SPID o CIE, oppure la CRS o CNS con PIN attivo. Sono necessari anche un numero di telefono e un indirizzo email personale. Chi si trova nell’impossibilità oggettiva di usare questi strumenti, per esempio le persone con disabilità o i cittadini stranieri in attesa di rinnovo del permesso, può firmare su carta presentando la documentazione che giustifica l’esonero.

Le scadenze per presentare la domanda

Le domande di dote possono essere presentate dal 1° luglio 2026 fino all’esaurimento delle risorse e comunque non oltre le ore 12 del 31 dicembre 2026. La presa in carico dei cittadini, cioè assessment e firma del Patto, era già stata aperta dal 16 giugno 2026. Poiché le risorse sono limitate, chi è interessato fa bene a muoversi per tempo.

Durata della dote e ruolo del tutor

Tutti i servizi devono essere svolti entro 6 mesi, pari a 180 giorni di calendario, calcolati dalla data di protocollazione della domanda di dote. La durata è la stessa per tutti i percorsi. Per fare un esempio, una dote attivata a inizio ottobre si concluderà a inizio aprile dell’anno successivo, sempre nei limiti di vigenza dell’Avviso.

Per tutta la durata del percorso la persona è seguita da un tutor della dote, un operatore qualificato dei servizi specialistici per il lavoro che rappresenta il suo punto di riferimento. È il tutor ad attivare la dote, a coordinare i servizi e a chiudere la rendicontazione finale. Le attività svolte vengono registrate in un timesheet elettronico che la persona conferma con FirmaLOM o con la CRS.

Quando l’assunzione conta come risultato della dote

Il servizio di incontro domanda-offerta viene riconosciuto all’operatore solo se l’inserimento rispetta requisiti precisi. Conoscerli è utile anche per il lavoratore, perché spiega il tipo di proposte che l’ente tenderà a privilegiare.

Il contratto deve essere unico e avere una durata di almeno 6 mesi, considerando anche proroghe e trasformazioni; non si possono sommare più contratti brevi per raggiungere la soglia. Se il contratto è a tempo parziale, deve prevedere in media almeno 20 ore settimanali. L’inizio del rapporto deve cadere almeno otto giorni dopo l’attivazione della dote, e dopo 70 giorni la Regione verifica che il contratto sia ancora in corso.

Il risultato non viene riconosciuto se la persona viene assunta da un’azienda presso cui, nei 180 giorni precedenti, aveva già lavorato o svolto un tirocinio prima della presa in carico. La regola vale anche per le missioni in somministrazione, nel qual caso si guarda all’azienda utilizzatrice e non all’agenzia: se vuoi approfondire come funziona questa forma contrattuale, trovi una guida dedicata al contratto di somministrazione. Non sono valide, infine, le assunzioni di persone non domiciliate in Lombardia presso sedi aziendali fuori regione.

Per l’obiettivo autoimpiego il risultato coincide invece con l’iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio o con l’apertura di una partita IVA coerente con il business plan, successiva all’avvio della dote. Chi ha già una partita IVA può far valere una modifica che riguardi un settore di attività diverso.

DIL, NASpI e condizionalità: cosa sapere se ricevi un sostegno al reddito

Per chi percepisce la NASpI, la DIS-COLL, l’Assegno di Inclusione o il Supporto per la formazione e il lavoro, la partecipazione alle politiche attive è legata alla cosiddetta condizionalità: il sostegno economico è subordinato all’impegno a seguire i percorsi proposti e a non rifiutare senza motivo un’offerta di lavoro congrua.

Il Manuale della DIL lo traduce in una regola concreta. Se un percettore di queste prestazioni rinuncia alla dote, in modo espresso oppure tacito, l’operatore è tenuto a comunicarlo al Centro per l’Impiego competente, che valuterà le eventuali conseguenze sul beneficio. Per i beneficiari di ADI e SFL il percorso si coordina inoltre con la piattaforma nazionale dedicata, che abbiamo descritto nella guida al SIISL.

Rinuncia e perdita dei requisiti durante la dote

La rinuncia può essere espressa, quando è la persona a comunicarla firmando l’apposito modulo, oppure tacita. La rinuncia tacita scatta quando la persona non partecipa alle attività o non risponde più all’operatore: dopo tentativi di contatto tracciabili e trascorsi 30 giorni dalla prima comunicazione, l’ente chiude la dote. In entrambi i casi la dote non può essere riattivata, perché la DIL non è ripetibile.

I requisiti di accesso devono essere posseduti al momento della presa in carico. Se nel corso della dote cambia la situazione, per esempio perché si inizia un lavoro, la dote non decade automaticamente. Le uniche cause di chiusura anticipata indicate dal Manuale sono la perdita della regolare presenza sul territorio italiano e l’attivazione di un’altra politica attiva.

Cosa cambia per le aziende che assumono tramite la DIL

Anche le imprese lombarde possono trarre vantaggio dalla misura, soprattutto nella fase di ricerca e selezione. Gli operatori che gestiscono le doti propongono candidati già orientati e, in molti casi, già formati sulle competenze richieste, senza costi per l’azienda. Al momento della richiesta di rimborso, Regione Lombardia informa il datore di lavoro tramite PEC che le attività svolte dall’operatore sono già finanziate con fondi pubblici e che nessuna somma è dovuta per quel servizio di intermediazione.

Per i datori di lavoro è utile conoscere i requisiti del contratto che fa scattare il risultato: un rapporto di almeno sei mesi, con un part-time non inferiore a 20 ore medie settimanali, rende l’inserimento pienamente coerente con gli obiettivi della dote.

DIL e Programma GOL a confronto

Chi ha già conosciuto GOL ritroverà molti elementi familiari. La tabella riassume le principali differenze emerse dai documenti regionali.

AspettoProgramma GOLDote Inserimento Lavorativo
FinanziamentoPNRRProgramma Regionale FSE+ 2021-2027
AmbitoNazionale, attuato dalle RegioniSolo Lombardia
PercorsiQuattro percorsi più la ricollocazione collettivaQuattro percorsi
DestinatariCategorie definite a livello nazionale (percettori di sostegni, fragili, disoccupati di lunga durata, working poor)Tutti i disoccupati con DID residenti o domiciliati in Lombardia, esclusi gli ex GOL degli ultimi 12 mesi
Durata e ripetibilitàDefinite dai piani attuativi regionali6 mesi per tutti i percorsi, una sola attivazione
DomandeProgramma conclusoDal 1° luglio al 31 dicembre 2026, fino a esaurimento fondi

Domande frequenti sulla Dote Inserimento Lavorativo

La DIL è un contributo in denaro per il disoccupato?

No. La dote è un insieme di servizi gratuiti per il lavoro e la formazione. Il budget viene riconosciuto all’ente che li eroga e non viene versato alla persona. Chi riceve già un sostegno al reddito, come la NASpI, continua a percepirlo secondo le proprie regole.

Quanto dura la Dote Inserimento Lavorativo?

La dote dura al massimo 6 mesi, cioè 180 giorni di calendario dalla protocollazione della domanda, per tutti e quattro i percorsi. Non è prevista alcuna proroga.

Ho fatto GOL l’anno scorso, posso accedere alla DIL?

Dipende da quando hai concluso il percorso. Se sono trascorsi meno di 12 mesi, pari a 360 giorni, dalla chiusura del percorso GOL in Lombardia, non puoi ancora presentare domanda. Superato questo periodo, l’accesso è possibile.

Ci sono limiti di età per la DIL?

No. La misura è aperta a tutte le persone disoccupate residenti o domiciliate in Lombardia, indipendentemente dall’età e dalla durata della disoccupazione.

Posso scegliere l’ente a cui rivolgermi?

Sì, vale il principio della libera scelta tra Centri per l’Impiego e operatori accreditati, con le regole specifiche previste per chi percepisce NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione o SFL. Dopo la Skill Gap Analysis puoi anche cambiare operatore per seguire il percorso.

Cosa succede se trovo lavoro mentre sono nella dote?

La dote non decade per il solo fatto di aver iniziato a lavorare. Se l’assunzione arriva grazie al servizio di incontro domanda-offerta e rispetta i requisiti previsti, rappresenta proprio il risultato atteso del percorso.

Posso fare due doti DIL?

No. La DIL si attiva una sola volta: dopo la conclusione o la rinuncia non è possibile aprirne un’altra.

Entro quando si presenta la domanda?

Le domande si presentano dal 1° luglio 2026 fino all’esaurimento dei fondi e comunque non oltre le ore 12 del 31 dicembre 2026. La domanda viene inviata dall’operatore che ti prende in carico tramite la piattaforma regionale Bandi e Servizi.

La Dote Inserimento Lavorativo è quindi uno strumento concreto per chi cerca lavoro in Lombardia in questa fase di transizione, a patto di conoscerne bene le regole: una sola attivazione, sei mesi di tempo e un percorso costruito sulle proprie competenze. Chi vive nell’area milanese può affiancarla alle altre strade di ricerca descritte nella guida su come trovare lavoro a Milano.

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