730 per disoccupati e percettori di NASpI: quando è obbligatorio, come si compila e come avere il rimborso

La NASpI è un reddito tassato e va indicata nella dichiarazione dei redditi come se fosse uno stipendio. Chi nello stesso anno ha lavorato e poi ha preso la disoccupazione riceve almeno due Certificazioni Uniche, una dal datore di lavoro e una dall’INPS, e in questo caso presentare il 730 è di norma obbligatorio. Chi ha percepito solo la NASpI per tutto l’anno, invece, spesso è esonerato, ma ha comunque buone ragioni per presentarlo: è l’unico modo per recuperare il taglio del cuneo fiscale, il trattamento integrativo o le ritenute trattenute in eccesso. Se non hai più un datore di lavoro puoi presentare il 730 senza sostituto d’imposta e ricevere il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente.

Questa guida è pensata per chi è senza lavoro o lo ha perso durante l’anno e vuole capire, senza giri di parole, cosa deve fare, cosa può ottenere e quali errori evitare. Facciamo riferimento alle regole del modello 730/2026 (redditi 2025), che sono la base anche per la dichiarazione che si presenterà nel 2027 per i redditi del 2026.

Perché la NASpI va dichiarata: come viene tassata

Molti disoccupati pensano che l’indennità sia una somma “neutra” per il fisco. Non è così. La NASpI sostituisce la retribuzione persa e, in base all’art. 6, comma 2, del TUIR, viene tassata come reddito di lavoro dipendente. Le istruzioni del modello 730 la elencano infatti tra le indennità corrisposte dall’INPS da indicare nel quadro dei redditi di lavoro dipendente, insieme a cassa integrazione, malattia e maternità.

Ogni mese l’INPS, che per la NASpI svolge il ruolo di sostituto d’imposta, trattiene l’IRPEF e applica la detrazione per lavoro dipendente, rapportata ai giorni di indennità. A fine anno rilascia la Certificazione Unica con tutti i dati.

Per chi ha redditi bassi le tasse effettive sono spesso molto contenute. La detrazione per lavoro dipendente, fino a 15.000 euro di reddito complessivo, vale 1.955 euro per un anno intero: significa che, con un reddito annuo di circa 8.500 euro, l’IRPEF si azzera. Facciamo un esempio. Anna ha percepito per tutto l’anno una NASpI di 9.000 euro e nessun altro reddito. L’IRPEF lorda al 23% è di 2.070 euro; tolta la detrazione di 1.955 euro, restano circa 115 euro di imposta. Sul suo reddito, poi, spettano anche la somma non imponibile del taglio del cuneo fiscale (il 5,3% della NASpI, circa 477 euro) e il trattamento integrativo. Se l’INPS ha trattenuto di più o non le ha riconosciuto questi benefici durante l’anno, il 730 è lo strumento per riaverli.

Devo presentare il 730 se prendo la NASpI?

La risposta dipende da quante Certificazioni Uniche hai ricevuto e da chi ha fatto il conguaglio finale delle imposte.

Solo NASpI per tutto l’anno: di norma sei esonerato

Se nell’anno hai avuto un unico reddito, la NASpI, pagato da un unico sostituto d’imposta, l’INPS, e non hai altri redditi come affitti o terreni, rientri in genere nei casi di esonero. Le istruzioni del 730 prevedono l’esonero per chi ha solo redditi di lavoro dipendente o assimilati corrisposti da un unico sostituto obbligato a fare le ritenute, a condizione che le detrazioni per familiari a carico siano spettanti e le addizionali regionale e comunale non siano dovute o siano state trattenute correttamente. Esonerato, però, non vuol dire escluso: puoi presentare la dichiarazione anche se non sei obbligato, e spesso ti conviene.

Lavoro e poi NASpI nello stesso anno: il 730 è obbligatorio

È la situazione più comune: hai lavorato fino a una certa data, poi hai perso il lavoro e hai preso la NASpI. Ti arrivano due CU, quella del datore di lavoro e quella dell’INPS. Il datore di lavoro, quando ha calcolato le tasse, non sapeva nulla della NASpI che sarebbe arrivata dopo; l’INPS, a sua volta, non ha tenuto conto dello stipendio. Ciascuno ha applicato le ritenute, le detrazioni e i bonus guardando solo la propria parte di reddito. Nessuno dei due ha fatto un conguaglio complessivo, ed è per questo che la dichiarazione diventa obbligatoria: serve a sommare i redditi e calcolare l’imposta corretta.

Lo stesso vale se ti arrivano tre o più CU, ad esempio perché dopo la NASpI hai trovato un nuovo lavoro nello stesso anno, oppure se hai avuto la NASpI ridotta mentre svolgevi un lavoro part-time compatibile. L’unica eccezione è quando l’ultimo datore di lavoro ha fatto il conguaglio tenendo conto anche degli altri redditi, cosa possibile solo se gli hai consegnato le CU precedenti in tempo.

Il risultato è sempre a debito?

Non necessariamente. Online si legge spesso che “con due CU si paga”, ma è vero soprattutto per chi ha redditi complessivi medio-alti, perché sommando i redditi si sale di scaglione o si riduce la detrazione. Per chi ha redditi bassi accade spesso il contrario: le detrazioni, il taglio del cuneo e il trattamento integrativo ricalcolati sull’anno intero possono generare un rimborso. L’unico modo per saperlo è fare i conti, e la dichiarazione serve proprio a questo.

Quando conviene presentare il 730 anche se non sei obbligato

Anche chi ha preso solo la NASpI ha diversi motivi per presentare la dichiarazione. Il primo è il taglio del cuneo fiscale: l’INPS spesso non lo applica mese per mese sulla NASpI, perché non conosce gli altri redditi che potresti avere, e la strada per recuperarlo è proprio la dichiarazione dei redditi. Ne parliamo nel dettaglio nell’articolo su NASpI e taglio del cuneo fiscale. Il secondo è il trattamento integrativo, l’ex bonus da 100 euro al mese, che spetta a chi ha un reddito fino a 15.000 euro e in alcuni casi fino a 28.000 euro: se non lo hai ricevuto o lo hai ricevuto solo in parte, nel 730 viene ricalcolato. I requisiti sono spiegati nella guida al trattamento integrativo. Il terzo motivo sono le ritenute trattenute in eccesso, ad esempio quando la NASpI è durata solo una parte dell’anno.

Poi ci sono le spese detraibili e deducibili, come le spese mediche, gli interessi del mutuo o l’affitto per i giovani. Qui serve un’avvertenza onesta: le detrazioni riducono l’IRPEF, quindi funzionano solo se c’è un’imposta da ridurre. Chi ha un reddito sotto gli 8.500 euro e non paga IRPEF non recupera nulla dalle spese mediche: si parla in questo caso di incapienza. Il taglio del cuneo nella forma della somma non imponibile, invece, spetta anche a chi non paga tasse.

Un caso spesso dimenticato riguarda chi ha dovuto restituire la NASpI all’INPS, ad esempio dopo un ricalcolo o una decadenza. Se le somme restituite erano state tassate in un anno precedente, si possono dedurre dal reddito nella dichiarazione dell’anno in cui le hai restituite, tra gli oneri deducibili del quadro E. È un recupero che il 730 precompilato non sempre propone in automatico, quindi va verificato.

La Certificazione Unica INPS: dove trovarla e cosa controllare

Il documento di partenza è la Certificazione Unica che l’INPS rilascia ogni anno entro marzo per i redditi dell’anno precedente. Nel 2026 è stata resa disponibile dal 12 marzo. Si scarica dall’area riservata MyINPS, nella sezione dei servizi fiscali, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa la puoi ottenere con l’app INPS Mobile, tramite un patronato o un CAF, chiedendola via PEC o al numero verde 800 434320.

Controlla sempre di avere la versione più recente. L’esperienza del 2026 lo insegna: le prime CU dei percettori di NASpI non permettevano di ottenere il taglio del cuneo fiscale e l’INPS le ha aggiornate dal 31 marzo. Chi aveva scaricato la versione iniziale rischiava di perdere il beneficio. Le CU corrette riportavano al punto 718 il codice “1” e alcune avvertenze nelle annotazioni.

Se nell’anno hai lavorato, ti serve anche la CU del datore di lavoro. Se l’azienda ha chiuso o non ti ha consegnato la certificazione, i dati di solito compaiono comunque nel 730 precompilato, perché il datore li trasmette all’Agenzia delle Entrate.

Come si indica la NASpI nel 730

Se usi il 730 precompilato, i dati della CU dell’INPS sono già inseriti e il tuo compito è verificarli. Se compili il modello ordinario o ti rivolgi a un CAF, ecco dove finiscono le informazioni.

La NASpI va nella sezione I del quadro C, nei righi da C1 a C3, con il codice 2 nella prima colonna, che identifica i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Ogni CU occupa un rigo separato: se hai avuto stipendio e NASpI compili due righi, senza sommare tu gli importi. Il calcolo complessivo lo fa il software o chi ti presta assistenza.

Dato del 730Dove si trova nella CU
Reddito (righi C1-C3, colonna 3)Punto 1 o punto 2, a seconda di quale è compilato
Giorni di lavoro e indennità (rigo C5)Giorni che hanno dato diritto alla NASpI, sommati a quelli di lavoro, massimo 365
Ritenute IRPEF (rigo C9)Punto 21
Addizionale regionale (rigo C10)Punto 22
Addizionale comunale (righi C11-C13)Punti 26, 27 e 29
Taglio del cuneo fiscale (rigo C14)Punti 390, 391, 718 e 719

Il dato più delicato è quello dei giorni. Nel rigo C5 vanno indicati i giorni complessivi di lavoro e di NASpI, contando una sola volta i periodi che si sovrappongono e senza superare 365. Da questo numero dipende la detrazione per lavoro dipendente: se i giorni sono sbagliati per difetto, la detrazione si riduce e paghi più del dovuto. Se hai lavorato da gennaio ad aprile e preso la NASpI da maggio a dicembre, ad esempio, i giorni sono 365.

Con o senza sostituto d’imposta: chi ti paga il rimborso

Nel 730 bisogna indicare chi effettuerà il conguaglio, cioè chi ti pagherà l’eventuale rimborso o tratterrà l’eventuale debito. Per un disoccupato le strade sono tre.

Se nel frattempo hai trovato un nuovo lavoro, puoi indicare il nuovo datore di lavoro: il rimborso arriverà in busta paga, di solito dal mese di luglio o comunque dal mese successivo a quello in cui il datore riceve il risultato della dichiarazione.

Se nell’anno in cui presenti il 730 stai ancora percependo la NASpI, puoi indicare l’INPS come sostituto d’imposta. L’Istituto, infatti, presta assistenza fiscale a chi riceve da lui una prestazione tassata, come la pensione o la NASpI, e versa il rimborso direttamente sulla rata. I conguagli partono dal secondo mese successivo a quello in cui l’INPS riceve il prospetto di liquidazione: per chi presenta la dichiarazione entro maggio, di solito da agosto. Attenzione però: se la NASpI finisce prima che il conguaglio possa essere fatto, l’INPS non può gestirlo, comunica il “diniego” all’Agenzia delle Entrate e il rimborso viene pagato dall’Agenzia, con tempi più lunghi. Se la tua NASpI sta per terminare, è più semplice scegliere subito la modalità senza sostituto. Puoi verificare lo stato del conguaglio nel servizio online dell’INPS dedicato all’assistenza fiscale 730/4.

Se non hai né un datore di lavoro né una prestazione INPS in corso, devi presentare il 730 senza sostituto d’imposta, barrando l’apposita casella nel frontespizio. Dal 2026 questa modalità può essere scelta anche da chi un sostituto ce l’ha. Il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempi più lunghi: di norma non prima della fine dell’anno in cui presenti la dichiarazione, e anche oltre per gli importi più elevati, che possono essere sottoposti a controlli preventivi.

Per ricevere il rimborso sul conto corrente devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate, cosa che si fa online dall’area riservata del sito dell’Agenzia o tramite un CAF. Senza IBAN il rimborso arriva con un titolo di credito di Poste Italiane, e i tempi si allungano ulteriormente.

Se il 730 è a debito: come e quando si paga

Se dalla dichiarazione risulta un’imposta da versare e hai indicato un sostituto, sarà lui a trattenerla dalla busta paga o dalla rata. Con il 730 senza sostituto, invece, il pagamento si fa con il modello F24: il saldo va versato entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%. Se presenti il 730 tramite l’applicazione dell’Agenzia, puoi pagare direttamente online. È possibile anche dividere il saldo in rate mensili, con l’aggiunta degli interessi.

Le scadenze del 730

Il calendario ordinario, confermato nel 2026, prevede che il 730 precompilato sia consultabile dal 30 aprile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, con possibilità di modifica e invio da metà maggio. Il termine ultimo per presentare il 730, precompilato o ordinario, è il 30 settembre. Entro il 25 ottobre si può presentare tramite CAF o professionista un 730 integrativo, solo per correzioni a proprio favore. Chi non ha usato il 730 può presentare il modello Redditi Persone Fisiche entro il 31 ottobre; nel 2026, cadendo il 31 di sabato, il termine è slittato al 2 novembre.

Per i redditi del 2026, quindi, la dichiarazione si presenterà nel 2027 con le stesse finestre, salvo modifiche che l’Agenzia delle Entrate comunicherà in primavera. Più presto la presenti, prima arriva il rimborso se hai un sostituto d’imposta.

Casi particolari

NASpI anticipata per aprire un’attività

Chi ha chiesto la liquidazione anticipata della NASpI in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma o d’impresa non deve sommarla agli altri redditi nel 730. La NASpI anticipata è soggetta a tassazione separata, gestita dall’INPS al momento del pagamento, e l’Agenzia delle Entrate può effettuare un ricalcolo d’ufficio. È invece esente da IRPEF la NASpI anticipata usata per sottoscrivere quote di capitale di una cooperativa, se si segue la procedura prevista dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 17 giugno 2021.

Assegno di Inclusione e altre prestazioni

L’Assegno di Inclusione è una prestazione assistenziale e non è tassato: non va indicato nella dichiarazione e non incide sul calcolo dell’IRPEF. Se lo ricevi insieme a un lavoro o dopo la fine della NASpI, la regola fiscale non cambia; per gli obblighi legati al lavoro si veda la guida su Assegno di Inclusione e lavoro. La cassa integrazione segue invece le stesse regole della NASpI, così come le indennità di malattia e maternità pagate dall’INPS. Anche la DIS-COLL è un reddito tassato e va riportata nel 730 con i dati della CU dell’INPS.

Lavoro, NASpI e secondo impiego nello stesso anno

Più sono i redditi e i sostituti d’imposta, più è probabile che il conto finale cambi rispetto alle ritenute subite. Il meccanismo è lo stesso che riguarda chi ha due lavori contemporaneamente, che approfondiamo nella guida sul secondo lavoro e il conguaglio IRPEF. Chi trova un nuovo impiego durante l’anno può consegnare al nuovo datore la CU dell’INPS e chiedergli di considerarla nel conguaglio di fine anno: in questo modo si evita di trovarsi con un debito concentrato nella dichiarazione.

Non hai presentato la dichiarazione per i redditi del 2025?

Il termine per il 730 è scaduto il 30 settembre 2026 e quello per il modello Redditi il 2 novembre 2026. Chi doveva presentare la dichiarazione e non l’ha fatto può ancora inviarla entro i 90 giorni successivi alla scadenza: la dichiarazione è considerata valida e si paga una sanzione fissa, riducibile con il ravvedimento operoso. Oltre questo termine la dichiarazione si considera omessa, con conseguenze più pesanti.

Chi invece ha già presentato la dichiarazione ma non ha recuperato quanto gli spettava, ad esempio perché aveva usato la vecchia CU dell’INPS senza il taglio del cuneo, può presentare una dichiarazione integrativa a proprio favore con il modello Redditi. Per i redditi del 2025 c’è tempo fino al 31 dicembre 2031. In questi casi conviene farsi seguire da un CAF o da un professionista.

Precompilata o CAF: cosa scegliere

Il 730 precompilato si presenta gratuitamente e in autonomia dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Se accetti la dichiarazione senza modifiche, i dati relativi agli oneri non sono soggetti a controlli documentali. Per chi ha avuto solo la NASpI è spesso la strada più semplice. Quando le CU sono più di una, i giorni vanno verificati o ci sono restituzioni di somme all’INPS, rivolgersi a un CAF o a un patronato può evitare errori. Molti CAF offrono il servizio gratuito o a costo ridotto per i disoccupati e i redditi bassi: chiedi al momento della prenotazione.

Domande frequenti

La NASpI va dichiarata nel 730?

Sì. La NASpI è tassata come reddito di lavoro dipendente e va indicata nel quadro C del 730 con il codice 2, riportando i dati della Certificazione Unica rilasciata dall’INPS.

Se ho preso solo la NASpI devo fare il 730?

Di norma no, se la NASpI è l’unico reddito e l’INPS ha applicato correttamente ritenute e detrazioni. Conviene però presentarlo per recuperare il taglio del cuneo fiscale, il trattamento integrativo o le ritenute in eccesso.

Ho lavorato e poi preso la NASpI: sono obbligato a presentare il 730?

Sì, nella grande maggioranza dei casi. Con due Certificazioni Uniche non conguagliate tra loro nessun sostituto ha calcolato l’imposta sul reddito complessivo, e la dichiarazione serve a farlo.

Sono disoccupato: chi mi paga il rimborso del 730?

Se stai ancora prendendo la NASpI puoi indicare l’INPS come sostituto e ricevere il rimborso sulla rata. Se non hai un datore di lavoro né una prestazione in corso, presenti il 730 senza sostituto e il rimborso lo paga l’Agenzia delle Entrate sul conto corrente indicato.

Quando arriva il rimborso del 730 senza sostituto?

I tempi sono più lunghi rispetto al rimborso in busta paga: di solito l’accredito arriva dalla fine dell’anno in cui presenti la dichiarazione, e può slittare per gli importi più alti soggetti a controlli. Comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate evita ulteriori ritardi.

Le spese mediche si possono detrarre se sono disoccupato?

Si possono indicare, ma producono un rimborso solo se hai un’IRPEF da cui scalarle. Con un reddito annuo inferiore a circa 8.500 euro l’imposta è già azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente e la spesa non dà alcun vantaggio.

La NASpI anticipata va nel 730?

No. La NASpI liquidata in un’unica soluzione per avviare un’attività è soggetta a tassazione separata e non si somma agli altri redditi. È esente da IRPEF se usata per entrare in una cooperativa, seguendo la procedura dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa succede se non presento il 730 quando sono obbligato?

L’Agenzia delle Entrate riceve i dati delle Certificazioni Uniche e può ricalcolare l’imposta, chiedendo la differenza con sanzioni e interessi. Se la dichiarazione ti avrebbe dato un rimborso, invece, rischi semplicemente di perderlo.

Scadenze, soglie e importi sono quelli in vigore per le dichiarazioni presentate nel 2026 e possono cambiare con i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e le leggi di Bilancio successive. L’articolo sarà aggiornato con il calendario del 730/2027.

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