Hai appena ricevuto un’email o un SMS dal Ministero del Lavoro con oggetto “Iscrizione al SIISL”. Il messaggio ti avvisa che in una certa data sei stato iscritto d’ufficio alla piattaforma e che entro 15 giorni devi completare il tuo percorso di attivazione. Non è uno spam e non è un errore. È la conseguenza diretta della tua domanda di NASpI o DIS-COLL, che l’INPS ha accolto.
In questa guida vediamo perché ti è arrivato quel messaggio, cosa devi fare concretamente sulla piattaforma e come si contano i 15 giorni. Vediamo anche cosa succede davvero se il termine scade, perché online circolano informazioni contrastanti. Se invece vuoi capire come funziona il SIISL nel suo insieme, tra offerte di lavoro, formazione e servizi per le imprese, trovi tutto nella nostra guida completa alla piattaforma SIISL.
Perché hai ricevuto l’email “Iscrizione al SIISL”
L’iscrizione automatica è prevista dall’articolo 25 del decreto-legge 60/2024, il cosiddetto Decreto Coesione, convertito dalla legge 95/2024. La norma stabilisce che chi percepisce la NASpI o la DIS-COLL viene iscritto d’ufficio al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. Lo stesso articolo lo obbliga poi a sottoscrivere sulla piattaforma il curriculum, il Patto di Attivazione Digitale e il Patto di Servizio. Le regole operative sono contenute nel decreto ministeriale n. 174 del 21 novembre 2024, che ha fatto partire il meccanismo dal 24 novembre 2024.
Il funzionamento è semplice. Quando l’INPS accoglie la tua domanda di disoccupazione, ti iscrive al SIISL e trasmette alla piattaforma i tuoi dati anagrafici e quelli della domanda. Trasmette anche i recapiti che hai indicato nella domanda: residenza, domicilio se è diverso, PEC se l’hai, email e numero di cellulare. Ecco perché l’avviso arriva proprio all’indirizzo e al numero che hai usato per chiedere la NASpI.
Se hai presentato la domanda tramite un patronato, controlla con attenzione che email e cellulare registrati siano davvero i tuoi. Per le domande patrocinate la verifica dei recapiti avviene proprio quando sottoscrivi il Patto di Attivazione Digitale. Da quel momento le convocazioni del Centro per l’Impiego arriveranno lì.
L’iscrizione d’ufficio riguarda solo i percettori di NASpI e DIS-COLL. Chi chiede l’Assegno di Inclusione o il Supporto per la Formazione e il Lavoro segue un percorso diverso, che passa per la domanda stessa e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale legata a quella misura.
Come capire se il messaggio è autentico
L’avviso ufficiale non ti chiede di rispondere, né di inviare documenti o credenziali via email. Ti invita solo ad accedere alla piattaforma. Per stare tranquillo, non usare link ricevuti per messaggio: digita tu l’indirizzo siisl.lavoro.gov.it nel browser ed entra con la tua identità digitale. Se l’iscrizione è avvenuta davvero, la troverai già attiva nella tua area personale.
C’è anche un aspetto importante per chi non ha ricevuto nulla. Il decreto ministeriale stabilisce che la mancata ricezione della comunicazione non incide sugli adempimenti. In altre parole, l’obbligo di attivarti nasce dall’accoglimento della NASpI, non dall’email. Se la tua domanda è stata accolta e non hai visto nessun messaggio, conviene accedere comunque al SIISL e verificare.
Cosa devi fare sul SIISL: i passaggi dell’attivazione
Il “percorso di attivazione” citato nell’email corrisponde a tre attività indicate dall’articolo 4 del DM 174/2024. Devi compilare e sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale, integrare il curriculum vitae e inserire le informazioni che il Centro per l’Impiego userà per redigere il Patto di Servizio Personalizzato. Nella pratica la piattaforma ti guida in un ordine preciso, che conviene conoscere prima di iniziare.
L’accesso e la verifica dei recapiti
Per entrare serve SPID, CIE o CNS. Al primo accesso troverai i dati già caricati dall’INPS. Il sistema verifica i recapiti inviandoti un’email o un SMS di cui dovrai confermare la ricezione. Questo passaggio è meno banale di quanto sembri: i recapiti verificati diventano quelli a cui arriveranno le convocazioni. Se hai cambiato numero o usi un’altra casella email, aggiornali adesso. Puoi modificarli in qualsiasi momento dalla piattaforma.
Il curriculum vitae
Secondo le indicazioni operative del Ministero, il curriculum è la prima attività da completare. Il SIISL precompila buona parte delle informazioni attingendo alle banche dati pubbliche. A te tocca controllarle e integrarle con formazione, esperienze, competenze linguistiche e digitali. Un curriculum curato non serve solo a chiudere l’adempimento. È anche la base su cui la piattaforma calcola l’affinità tra il tuo profilo e le offerte di lavoro.
Il Patto di Attivazione Digitale e la DID
Dopo il curriculum puoi compilare il Patto di Attivazione Digitale (PAD), che è il cuore dell’adempimento. Con il PAD dichiari formalmente di attivarti nella ricerca di un nuovo lavoro. Il decreto precisa che il Patto comprende anche i dati della profilazione che completano la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID), se non l’hai già sottoscritta presso il Centro per l’Impiego. In pratica, chi ha fatto la DID insieme alla domanda NASpI non deve rifarla da capo. Deve solo completare le informazioni mancanti.
Le informazioni per il Patto di Servizio Personalizzato
L’ultimo blocco raccoglie gli elementi che il Centro per l’Impiego userà per definire con te il Patto di Servizio Personalizzato, cioè il documento che fissa i tuoi impegni di ricerca attiva, formazione e contatti periodici. Il PSP non si chiude sul SIISL. Viene finalizzato dal CPI, in presenza o da remoto se il tuo Centro lo consente. Sul SIISL prepari il terreno.
Sempre in questa fase puoi scegliere, in modo facoltativo, alcune Agenzie per il Lavoro a cui rendere disponibile il tuo profilo. Non è un obbligo, ma per chi lavora in settori dove le agenzie sono molto attive può aumentare le occasioni di contatto.
Come si contano i 15 giorni
È la domanda che quasi tutti si pongono leggendo l’email, e la risposta non è identica in tutte le fonti ufficiali. Il messaggio INPS n. 4011 del 28 novembre 2024 e le indicazioni pubblicate dal Ministero fanno partire i 15 giorni dalla data in cui inizia la fruizione della prestazione. Il DM 174/2024, che è la fonte che regola nel dettaglio l’adempimento, li calcola invece dalla data di registrazione sul SIISL, a partire dal giorno successivo all’accoglimento della domanda. L’email che ricevi segue questa seconda impostazione e ti indica proprio la data dell’iscrizione d’ufficio.
Nella pratica conviene ragionare sulla data indicata nel messaggio, che è anche quella che potrai documentare. Se l’email dice che sei stato iscritto il 18 ottobre, il termine si chiude intorno al 2 novembre. Il consiglio, però, è di non arrivare in fondo al termine. Chiudere le attività nei primi giorni ti mette al riparo da qualsiasi dubbio interpretativo e dagli eventuali rallentamenti della piattaforma.
Quando la scadenza si avvicina, il SIISL ti invia una comunicazione di promemoria con il riepilogo degli adempimenti. Non contare però su questo secondo avviso: come abbiamo visto, la mancata ricezione dei messaggi non sposta i termini.
Cosa succede se non completi l’attivazione entro 15 giorni
Qui è facile trovare in rete informazioni allarmistiche, quindi conviene partire dal dato normativo. Il messaggio INPS 4011/2024 è esplicito: il mancato adempimento entro i 15 giorni non comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 21, comma 7, lettera a), del decreto legislativo 150/2015. Lo ha ribadito l’INPS con il comunicato del 22 luglio 2025, precisando che le sanzioni, la sospensione o la decadenza scattano solo quando manca la partecipazione alle attività proposte dal Centro per l’Impiego.
Cosa accade allora se lasci scadere il termine? Ricevi dalla piattaforma una seconda comunicazione che ti invita a contattare il Centro per l’Impiego per stipulare il Patto di Servizio e programmare le attività di ricerca, aggiornamento o riqualificazione. Il problema, in altre parole, si sposta dal SIISL al CPI. Ed è lì che le conseguenze diventano concrete.
Il rischio vero: le convocazioni del Centro per l’Impiego
Il Centro per l’Impiego ti convoca per definire il Patto di Servizio. In diverse regioni la convocazione arriva entro 90 giorni dalla domanda di NASpI, ma i tempi variano sul territorio. Se non ti presenti senza un giustificato motivo, il CPI segnala l’assenza tramite il sistema informativo e scattano le sanzioni della condizionalità previste dall’articolo 21 del D.Lgs. 150/2015. Lo stesso vale, durante tutto il periodo di NASpI, per la partecipazione alle iniziative previste dal Patto.
| Comportamento senza giustificato motivo | Prima volta | Seconda volta | Volta successiva |
|---|---|---|---|
| Mancata presentazione a convocazioni e appuntamenti del CPI | Decurtazione di un quarto di mensilità | Decurtazione di una mensilità | Decadenza dalla NASpI e dallo stato di disoccupazione |
| Mancata partecipazione alle iniziative di orientamento | Decurtazione di un quarto di mensilità | Decurtazione di una mensilità | Decadenza |
| Mancata partecipazione a formazione o riqualificazione | Decurtazione di una mensilità | Decadenza | — |
| Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua | Decadenza immediata | ||
Per capire quando una proposta di lavoro non può essere rifiutata trovi i criteri nella guida sull’offerta di lavoro congrua. Il punto pratico, per chi ha appena ricevuto l’email, è questo: completare l’attivazione sul SIISL serve anche a fissare i recapiti corretti a cui arriveranno le convocazioni. Chi salta il PAD e poi non vede la chiamata del CPI rischia molto più di chi ha semplicemente chiuso l’adempimento in ritardo.
La “decurtazione di un quarto” di cui hai letto online
Molti siti riportano che chi non firma il PAD entro 15 giorni perde un quarto della prima mensilità e, dopo altri 30 giorni, l’intera NASpI. Queste regole comparivano nella bozza del decreto sulla sicurezza sul lavoro circolata a fine ottobre 2025. Il testo poi pubblicato, il decreto-legge 159/2025 convertito dalla legge 198/2025, dedica al SIISL l’articolo 14, ma riguarda altro. Prevede l’obbligo per i datori di lavoro che chiedono incentivi di pubblicare le posizioni sulla piattaforma, gli obblighi per le Agenzie per il Lavoro e la verifica dei dati autocertificati. Non contiene la sanzione automatica per il PAD.
Allo stato attuale, quindi, il ritardo sui 15 giorni non comporta decurtazioni dirette. Resta valido tutto il sistema di sanzioni legato al Centro per l’Impiego. Trattandosi di una materia su cui il legislatore è già intervenuto più volte, è prudente controllare eventuali novità prima di fare affidamento su questo margine.
Se la piattaforma dà errore
Nei mesi successivi all’avvio sono state segnalate difficoltà nella compilazione del curriculum e nella trasmissione del Patto. In alcuni casi il problema nasce da dati non allineati tra il SIISL e i sistemi regionali. Con il comunicato del 22 luglio 2025 l’INPS ha chiarito che questi malfunzionamenti non incidono sull’istruttoria e sul pagamento della NASpI, purché siano rispettati i requisiti di legge.
Se il PAD non viene trasmesso, l’Istituto suggerisce di verificare la situazione del Patto di Servizio presso il proprio CPI. Quando il Patto risulta valido ma non aggiornato, si interviene inserendo la DID. Un consiglio concreto: salva uno screenshot dell’errore con data e ora. Se in seguito dovessi dimostrare di aver tentato l’adempimento nei termini, quella schermata ti sarà utile. Per l’assistenza puoi rivolgerti al Centro per l’Impiego, a un patronato o a un CAF.
Casi particolari da conoscere
L’accesso al SIISL come percettore resta attivo finché sei titolare della prestazione. Se la NASpI viene solo sospesa, ad esempio per un breve contratto di lavoro, l’iscrizione rimane attiva. Se invece la prestazione cessa, perché hai esaurito la durata o per un’altra causa prevista dalla legge, l’iscrizione viene archiviata per cinque anni. Se in quel periodo presenti una nuova domanda, i dati archiviati vengono recuperati e non riparti da zero.
Anche il personale scolastico precario, docente e ATA, rientra pienamente nel meccanismo. In passato questi lavoratori erano spesso esclusi di fatto dal Patto di Servizio, vista la breve durata della NASpI estiva. Oggi l’obbligo di accedere al SIISL e sottoscrivere il PAD vale anche per loro. Se rientri in questa categoria e ricevi l’email a luglio o agosto, i passaggi da seguire sono gli stessi descritti sopra.
Se trovi lavoro prima di completare l’attivazione, la questione si sposta sulla NASpI stessa e sulle comunicazioni da fare all’INPS. Per le tempistiche dei pagamenti e delle variazioni puoi consultare la guida su come viene pagata la NASpI.
Dopo l’attivazione: offerte, candidature e controlli
Una volta sottoscritto il PAD puoi consultare tutte le offerte di lavoro e le proposte formative pubblicate sul SIISL. Puoi ordinarle con i filtri o in base all’indice di affinità con il tuo profilo e manifestare interesse per quelle che ti convincono. L’INPS ha precisato che le offerte che vedi indicizzate in piattaforma non producono effetti automatici sulla condizionalità. Gli obblighi di accettazione restano legati alle proposte che ti arrivano nell’ambito del Patto di Servizio, secondo le regole del D.Lgs. 150/2015.
La piattaforma però non è un luogo dove iscriversi e dimenticarsi. Ogni mese il SIISL invia ai Centri per l’Impiego l’elenco degli utenti che, nel mese precedente, non hanno effettuato accessi, non si sono candidati e non risultano impegnati in percorsi formativi o politiche attive. Il CPI usa questo elenco per verificare la ricerca attiva del lavoro. Accedere con regolarità, aggiornare il curriculum e partecipare ai percorsi proposti, come i corsi GOL per disoccupati, è il modo più semplice per restare in regola e, soprattutto, per accorciare i tempi del rientro al lavoro.
Domande frequenti
Devo rispondere all’email del Ministero sull’iscrizione al SIISL?
No. L’email è solo informativa. Non va inviata alcuna risposta: devi accedere a siisl.lavoro.gov.it con SPID, CIE o CNS e completare curriculum, Patto di Attivazione Digitale e informazioni per il Patto di Servizio.
Ho superato i 15 giorni: perdo la NASpI?
No, non direttamente. Secondo il messaggio INPS 4011/2024, il ritardo non comporta le sanzioni della condizionalità. Riceverai un invito a contattare il Centro per l’Impiego. Le sanzioni scattano se poi non ti presenti alle convocazioni del CPI senza giustificato motivo.
Non mi è arrivata nessuna email: devo comunque attivarmi?
Sì. Il decreto ministeriale 174/2024 stabilisce che la mancata ricezione della comunicazione non incide sugli adempimenti. Se la tua NASpI o DIS-COLL è stata accolta, accedi comunque al SIISL e verifica la tua posizione.
Da quando si contano i 15 giorni?
Il DM 174/2024 li fa decorrere dalla registrazione sul SIISL, cioè dalla data di iscrizione d’ufficio indicata nell’email. Alcuni documenti INPS parlano della data di inizio della prestazione. Per evitare dubbi, conviene completare tutto nei primi giorni dopo l’avviso.
Ho già fatto la DID: devo rifarla sul SIISL?
No. Il Patto di Attivazione Digitale completa la DID con i dati di profilazione solo se non l’hai già sottoscritta presso il Centro per l’Impiego. In ogni caso la piattaforma ti chiederà di controllare e integrare le informazioni mancanti.
Sono obbligato a candidarmi alle offerte che vedo sul SIISL?
No. Le offerte visibili in piattaforma non producono effetti automatici sulla condizionalità. L’obbligo di accettare riguarda le offerte congrue proposte nell’ambito del Patto di Servizio. Conviene comunque usare la piattaforma con regolarità, perché il CPI riceve ogni mese l’elenco degli utenti inattivi.
Cosa faccio se il Patto di Attivazione Digitale dà errore?
Salva una schermata dell’errore e contatta il tuo Centro per l’Impiego. L’INPS ha chiarito che i malfunzionamenti della piattaforma non bloccano il pagamento della NASpI, se i requisiti ci sono. In caso di problemi di trasmissione va verificato il Patto di Servizio presso il CPI e, se necessario, inserita la DID.
Le informazioni di questa guida sono aggiornate alla normativa vigente a ottobre 2026. Termini e sanzioni legati alla NASpI sono stati modificati più volte negli ultimi anni: prima di prendere decisioni, verifica sempre eventuali aggiornamenti sui canali ufficiali di INPS e Ministero del Lavoro.